Violazione del Codice della Strada. Mancanza di adeguata segnalazione dell’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento della velocità

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Con la sentenza in commento[1] viene accolta l’opposizione avverso il verbale di accertamento per violazione dell’art. 142, comma 8, del Codice della Strada, accertata a mezzo autovelox in postazione fissa, per la mancanza di adeguata segnalazione dell’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento della velocità.

Il dispositivo, nella specie installato in una strada extraurbana secondaria, in relazione alla quale l’art. 142 del CdS prescrive una velocità massima di 90 km/h, nonché di dispositivo collocato fuori dal centro abitato su strada con imposizione di un limite diverso (80 km/h) da quello fissato in via generale dal CdS, dà origine ad una violazione della norma richiamata, trovandosi il dispositivo collocato ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. Il Giudice inoltre rileva una ulteriore illegittimità in quanto «pur trattandosi di dispositivo per il rilevamento della velocità su entrambi i sensi di marcia, sia pure approvato per tale utilizzo, e collocato su un solo lato della strada, lo stesso non risulta segnalato con un segnale a doppia faccia visibile dalle due direzioni».

La collocazione del dispositivo di rilevamento della velocità in violazione della legge n.120/2010 – il cui art. 25, comma 2, ha prescritto che i dispositivi per il rilevamento della velocità, collocati fuori dai centri abitati, non possono essere utilizzati od installati ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità – nonché la non conformità della segnaletica alle prescrizioni di cui al D.M. 282/2017, rendono illegittimo l’opposto verbale.

E ciò in quanto l’intenzione del legislatore, ricorda il Giudice, è quella di «privilegiare la funzione preventiva degli strumenti di rilevazione elettronica delle velocità su quella repressiva. Anche la giurisprudenza è univoca nell’affermare che : “dell’utilizzazione ed installazione dei dispositivi di rilevamento elettronico della velocità deve essere data informazione all’automobilista”… il suddetto obbligo di informazione agli utenti della strada è altresì finalizzato a portare gli automobilisti a conoscenza dei dispositivi di controllo, onde orientarne la condotta di guida e a preavvertirli del possibile accertamento di violazioni con metodiche elettroniche. Si tratta, dunque, di norma di garanzia per l’automobilista, la cui violazione cagiona la nullità della sanzione. Ed ancora, la ratio della preventiva informazione si rinviene nell’obbligo di civile trasparenza gravante sulla P.A., il cui potere sanzionatorio in materia di circolazione stradale non è tanto ispirato dall’intento della sorpresa ingannevole dell’automobilista indisciplinato, in una logica patrimoniale captatoria, quanto da uno scopo di tutela della sicurezza stradale e di riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare nonché di fluidità della circolazione, anche mediante l’utilizzo di nuove tecnologie».

Il Giudice insiste rilevando altresì che: «l’elevato numero di verbali elevati dalla data di installazione ad oggi per la violazione, in gran parte dei casi, dell’art. 142 co. 8, e, quindi, per violazioni in gran parte comprese nella fascia dell’eccedenza di oltre 10 km/h in più e non oltre 40 km/h del limite massimo consentito di 80 km/h, per cui la velocità predominante nel tratto di strada in oggetto, intesa in senso quantitativo, ossia quella che per valore predomina sulle altre deve intendersi compresa nella fascia suddetta, e cioè nel limite massimo di 120 km/h, costituisce prova sufficiente dell’inidoneità della segnaletica ad assolvere adeguatamente alla funzione di preavvertire gli automobilisti circa l’utilizzo dei dispositivi di controllo della velocità. Pertanto, in relazione alla velocità predominante (tra i 90 ed i 120 km/h), la segnaletica appare inadeguata sia con riferimento alle dimensioni, che all’assenza di segnali con scritte luminose in grado di maggiormente richiamare l’attenzione degli automobilisti circa l’utilizzo del dispositivo elettronico di rilevamento delle infrazioni, oltre che rendere maggiormente visibili le indicazioni in essi contenute e ciò anche in condizioni di scarsa visibilità (orario notturno, etc.)».

Spese di giudizio compensate.

[1] Giudice di Pace di Sessa Aurunca, 28.03.2018 n. 341

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