Il verbale di contravvenzione deve essere annullato se manca la prova della avvenuta e adeguata pubblicità del divieto di circolazione

multa

Il verbale di contravvenzione deve essere annullato se manca la prova della avvenuta e adeguata pubblicità del divieto di circolazione

Tribunale di Napoli, Sez. X, 08.02.2016 n. 1638

In fatto. Per l’infrazione al divieto di circolazione, la Polizia Municipale elevava il verbale di contravvenzione, cui seguiva l’ordinanza prefettizia di ingiunzione di pagamento, nei confronti della quale [X] proponeva opposizione dinanzi al Giudice di Pace – deducendo l’illegittimità del provvedimento per carenza di istruttoria e di motivazione nonché per l’inesistenza della condotta violata, stante la mancata conoscenza del divieto di circolazione veicolare, e dunque la sua buona fede –, opposizione che veniva però rigettata. Proposto appello dal soccombente, questo viene ritenuto fondato dal Tribunale sulla scorta delle seguenti motivazioni.

In diritto. Il Tribunale, inserendosi nel solco della costante giurisprudenza di legittimità, in tema di opposizioni alle sanzioni amministrative, riporta il principio secondo cui «in tema di violazioni amministrative, ai sensi dell’art. 3 della legge 24 novembre 1981, n. 689, per integrare l’elemento soggettivo dell’illecito è sufficiente la semplice colpa, per cui l’errore sulla liceità della relativa condotta, correntemente indicato come “buona fede”, può rilevare in termini di esclusione della responsabilità amministrativa, al pari di quanto avviene per la responsabilità penale in materia di contravvenzioni, solo quando esso risulti inevitabile, occorrendo a tal fine un elemento positivo, estraneo all’autore dell’infrazione, idoneo ad ingenerare in lui la convinzione della sopra riferita liceità, oltre alla condizione che da parte dell’autore sia stato fatto tutto il possibile per osservare la legge e che nessun rimprovero possa essergli mosso, così che l’errore sia stato incolpevole, non suscettibile cioè di essere impedito dall’interessato con l’ordinaria diligenza (cfr. Cass. 16320/10, 13610/07, 19759/15)». A conforto delle proprie ragioni l’appellante deduce di essere stato nell’impossibilità oggettiva di venire a conoscenza della delibera comunale contenente il divieto di circolazione in quanto lo stesso giorno in cui veniva fermato dalla Polizia Municipale era sbarcato dalla nave proveniente da altra città in cui il divieto non era vigente. E mentre l’appellante produce in giudizio il biglietto della nave, provando così la sua assoluta buona fede, né il Prefetto né il Comune sono in grado di provare che la delibera comunale sarebbe stata conoscibile con l’ordinaria diligenza, presupposto indispensabile per affermare l’esistenza dell’elemento soggettivo della colpa e per applicare la sanzione amministrativa.

Spese di giudizio compensate nella misura del 50%.

 

 

 

 

Condividi sui socials:Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *