Uso improprio dei dispositivi luminosi fari abbaglianti e anabbaglianti

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A chi non è capitato di vedere il conducente di una autovettura, che procede in direzione opposta alla nostra, azionare i fari abbaglianti, per avvisare, non si sa bene mosso da quali intenti, presumibilmente altruistici o di solidale abitudine quasi si trattasse di una sorta di ‘galateo’ stradale, della presenza di una pattuglia di polizia o carabinieri.

Ma, a ben considerare, con detto comportamento a cosa si può andare incontro?

Al riguardo soccorre il Codice della Strada, ed in particolare l’articolo 153, ‘uso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli a motore e dei rimorchi’, contenuto nel Titolo V, rubricato ‘norme di comportamento’. Esattamente, i commi 4 ed 11, rispettivamente così recitano: «4. È consentito l’uso intermittente dei proiettori di profondità per dare avvertimenti utili al fine di evitare incidenti e per segnalare al veicolo che precede l’intenzione di sorpassare. Tale uso è consentito durante la circolazione notturna e diurna e, in deroga al comma 1, anche all’interno dei centri abitati. 11. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo ovvero usa impropriamente i dispositivi di segnalazione luminosa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 169 [importi così aggiornati dall’art. 1, comma 1, D.M. 16 dicembre 2014, a decorrere dal 01.01.2015]».

Nel delineato contesto, non v’è chi non veda che è al concetto di ‘uso improprio’ che occorre prestare attenzione. La dottrina di settore riconduce, correttamente, la richiamata espressione all’uso di dispositivi, di per sé regolare, effettuato in modo improprio, ovverosia nei casi e con fini diversi da quelli previsti quali, appunto, il lampeggio per segnalare la presenza di controlli di polizia.

E la solidarietà stradale, grazie ai doppi posti di blocco ovvero alla polizia in borghese che circola sulle strade a bordo di autovettura civetta, può rivelarsi controproducente.

In disparte il reato di interruzione di un pubblico servizio, nel caso in cui si realizzino tutti gli elementi costitutivi del reato, previsto dall’art. 340 c.p., ravvisato dalla giurisprudenza di legittimità da parte di chi faccia uso intermittente dei dispositivi di illuminazione del proprio automezzo al fine di segnalare ai veicoli provenienti dalla direzione opposta la presenza di un posto di blocco delle forze dell’ordine, ove da tale comportamento derivi un turbamento per la regolarità del servizio di controllo sulla strada (Cass. Pen. 27.02.1997, n. 1899), il comportamento in esame è vietato e sanzionato, in ogni caso, amministrativamente dal Codice della Strada. Lampeggiare non è più una sanzione da poco, costerà infatti, come sopra visto, dai 41 ai 169 euro.

Presa la multa, non resterà, al conducente, che impugnarla, dovendo però dimostrare il contrario, circostanza non semplice e di non repentina conclusione, tenuto conto che il verbale di accertamento, secondo unanime giurisprudenza, ai sensi dell’art. 2700 cod. civ., fa piena prova, fino a querela di falso della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

In conclusione, prima di azionare i fari abbaglianti per segnalare l’immediato, successivo posto di blocco, conviene riflettere attentamente sulle conseguenze di un tal tipo di condotta. Un posto di blocco a volte può essere disposto per controlli di routine, altre volte per intercettare il fuggiasco ovvero auto sospette, ad esempio con trasporto di armi.

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