Una Italia sempre più povera

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L’ISTAT ha diffuso oggi il report che ci parla di un’Italia sempre più povera, anche al Nord, specie per l’ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri.

Stimate in un milione e 582mila le famiglie e in 4 milioni e 598mila le persone che vivono in condizioni di povertà assoluta: è il numero più alto dal 2005.

Ma cosa significa vivere in condizioni di povertà assoluta nel 2016? Vuol dire, ad esempio, vivere con soli 800 euro al mese al nord, e 500 euro al mese al sud. Vuol dire non riuscire ad accedere ad alcuni fabbisogni essenziali, quali : (i) alimentazione adeguata, (ii) disponibilità di un’abitazione e (iii) del minimo necessario per vestirsi, informarsi, istruirsi, comunicare, mantenersi in buona salute.

I più penalizzati sono i giovani, chi vive nelle grandi città e le famiglie numerose, mentre resistono i pensionati.

Messi tutti insieme questi oltre 4 milioni di persone abitano il Comune dell’Italia più popoloso: quello della vergogna.

E nella città dei poveri la ripresa stenta ad arrivare e non arriva neppure l’assistenza.

I commenti sono gravi ed allarmanti: «Una vergogna nazionale, che dimostra come in questi anni non si sia fatto nulla per ridurre le diseguaglianze e aiutare chi ha più bisogno», afferma l’Unione nazionale dei consumatori. «I dati sulla povertà diffusi oggi dall’Istat umiliano l’Italia e gli italiani e dimostrano l’esigenza di interventi concreti per salvare migliaia di famiglie dal baratro», commenta il Codacons. Federconsumatori e Adusbef parlano di «bollettino di guerra».

Dati alla mano, dunque, pensiamoci bene quando, con molta leggerezza, dichiariamo che le cose in Italia vanno bene, o che la situazione sta migliorando!

Ci dovrebbe essere più serietà quando si pronunciano certe parole, come quelle del ministro dell’Economia Padoan: «Il governo è impegnato a migliorare le condizioni di vita dei cittadini e a creare occupazione, che è il primo strumento di contrasto delle disuguaglianze, il nostro impegno non ha precedenti negli ultimi 20 anni».

Visti i dati resi noti oggi….proprio un bel risultato!

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