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Impresa esclusa dalla procedura di gara per il ritardato recapito di Poste S.p.A. del plico spedito con raccomandata 1. Responsabilità di Poste per inadempimento e conseguente risarcimento dei danni.

Impresa esclusa dalla procedura di gara per il ritardato recapito di Poste S.p.A. del plico spedito con raccomandata 1.

Responsabilità di Poste per inadempimento e conseguente risarcimento dei danni.

Tribunale Civile di Lecce, Sez. II, sentenza n.399 del 30.01.2017

In fatto. A seguito della esclusione dalla procedura di gara per il mancato rispetto delle condizioni di consegna del plico, la Società [X] conveniva in giudizio la Società [Y] che aveva provveduto alla consegna del plico tre giorni dopo la data prevista, e ben oltre la scadenza prescritta a pena d’esclusione dal bando di gara, per sentire accertare e dichiarare la sua responsabilità per inadempimento derivante da ritardato recapito del plico spedito con ‘raccomandata 1’, nonché di accertare e dichiarare il proprio diritto ad ottenere il risarcimento dei danni, condannando [Y] al pagamento dell’importo accertato, oltre accessori. La Società [Y] ritualmente costituita, rilevava che la controversa raccomandata era stata spedita di sabato, alle ore 10.46, nonostante il sabato non ci fosse partenza tranne per le ‘raccomandate 1’ che, tuttavia, devono essere accettate entro le 1030. Deduceva la convenuta ulteriormente che la raccomandata era stata avviata il lunedì successivo e recapitata al Comune tre giorni dopo ma non in ritardo «perché ai sensi dell’art. 10.1 delle condizioni contrattuali di spedizione il Comune di […] è una località per le quali l’obiettivo di consegna è maggiorato di un giorno lavorativo di cui all’apposita lista “Elenco Comuni recapito a giorni alterni Fase 1”, con conseguente limitazione di responsabilità di [Y] come previsto dalle condizioni contrattuali di spedizione.

In diritto. Il ricorso della attrice viene accolto dal giudice leccese dovendosi affermare la natura contrattuale del rapporto che si instaura tra [Y] e l’utente, con conseguente sottoposizione dello stesso alle norme civilistiche in materia di responsabilità contrattuale. Il gestore del servizio, dunque, risponde dell’inadempimento laddove non prova che l’inadempimento medesimo è avvenuto per una causa ad esso non imputabile. A conforto, la giurisprudenza di legittimità secondo cui «la mancata consegna in tempo utile del plico di partecipazione ad una gara, per l’aggiudicazione di un appalto, determina, in capo al vettore, una grave responsabilità, idonea ad interrompere qualsiasi nesso causale. Di conseguenza, insorge, in favore dell’impresa danneggiata, un diritto al risarcimento del danno, correlato alla perdita di chance, intesa quale perdita della mera possibilità di conseguire un vantaggio futuro (l’aggiudicazione dell’appalto), secondo una ex ante da ricondursi diacronicamente, al momento in cui il comportamento illecito ha inciso su tale possibilità, in termini di conseguenza dannosa potenziale» (Corte Cass. Civ., sez. III, sent. n. 20808 del 7 ottobre 2010). Peraltro, se il plico fosse tempestivamente giunto a destinazione, l’Impresa avrebbe con alta probabilità vinto la gara avendo offerto un maggior ribasso rispetto all’aggiudicataria. Peraltro, l’attrice aveva già intrattenuto rapporti lavorativi con la Stazione appaltante ed era in possesso di tutti i requisiti sia tecnico-organizzativi sia economico-finanziari.

Il Giudice, che ritiene che il mancato recapito della raccomandata nei termini sia da attribuire a grave colpa e negligenza della convenuta, e non ad impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile alla stessa, giudica innegabile la responsabilità contrattuale della convenuta ex art. 1218 c.c. ed il conseguente diritto della attrice, illegittimamente esclusa dall’appalto, ad ottenere il risarcimento dei danni subìti.

Il Giudice accoglie dunque la domanda di risarcimento del danno avanzata dalla attrice, liquidando in suo favore sia il danno emergente sia il lucro cessante, ovvero le spese sostenute per partecipare alla gara, il mancato guadagno per non aver potuto svolgere l’attività professionale, e il mancato incremento del proprio curriculum professionale. Di conseguenza risarcisce la perdita di chance e il danno curriculare per l’azienda oltre al 150% delle spese di spedizione.

Non resta che pagare.