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Multe e tributi locali rottamabili

Multe e tributi locali rottamabili

C’è tempo fino al 31 marzo 2017 per aderire alla sanatoria delle cartelle Equitalia con riferimento alle multe per violazioni del Codice della Strada non pagate e per i tributi locali, ovverosia le tasse che i cittadini versano direttamente ai Comuni (addizionale comunale IRPEF, IMU, TARES, imposta di scopo, imposta di pubblicità e diritti su affissioni, TOSAP, concessioni edilizie) alcune andando a colpire il patrimonio (IMU), altre a coprire costi specifici del Comune (raccolta rifiuti, diritti di affissione, oneri di urbanizzazione), ed altre ancora l’utilizzo del privato di uno spazio pubblico o aperto al pubblico (TOSAP, Tassa di pubblicità).

Ma in cosa consiste detta ‘sanatoria’ ? Si tratta di una sorta di ‘definizione agevolata’ prevista dal decreto fiscale n.193/2016 (in vigore dal 24.101.2016) in base alla quale, con riferimento alle multe stradali, lo sconto è limitato agli interessi, compresi quelli di cui all’art. 27, comma 6, legge n. 689/1981 (l’art. 27 prevede che, in caso di ritardo nel pagamento, la somma dovuta è maggiorata di 1/10 per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore) e non alle sanzioni; per i tributi, il pagamento avviene al netto delle sanzioni e degli interessi di mora.

Il debitore, se vuole, deve quindi farne richiesta utilizzando la modulistica predisposta dall’agente della riscossione Equitalia (c.d. modulo DA1) che può essere inoltrata via PEC, allegando copia del documento d’identità, o direttamente presso gli uffici della concessionaria.

Le cartelle che possono essere ‘rottamate’ sono quelle richieste da Equitalia dal 2000 al 31 dicembre 2016.

Questo vale per i Comuni che si sono affidati ad Equitalia. Ma la rottamazione riguarda anche le imposte locali e le multe elevate in quei Comuni che non hanno aderito alla rottamazione per gli anni precedenti, anni nei quali il Comune riscuoteva tramite Equitalia. Molti Comuni non hanno ancora deliberato se aderire, o meno, alla rottamazione dei ruoli, qualcuno avendo già dichiarato di essere contrario. L’adesione alla rottamazione, peraltro, è a discrezione dei Comuni che possono adottare un regolamento locale che disciplini le modalità con le quali il debitore manifesta la volontà di avvalersi della sanatoria e termini della definizione del debito. Il suggerimento, quindi, è di verificare la situazione accedendo al sito istituzionale del Comune interessato.

Presentata la domanda entro il 31.03.2017, entro la fine del successivo mese di maggio interverrà la risposta di Equitalia che dovrà comunicare l’importo, scontato, da pagare, e che potrà essere versato in un’unica soluzione o a rate, per un massimo di cinque. Entro il mese di dicembre 2017 dovrà risultare versato il 70% dell’importo, ovvero 3 delle 5 rate complessive. Mentre il restante 30% dovrà essere versato entro il mese di settembre 2018.

E’ bene sottolineare che, una volta presentata la dichiarazione entro il 31.03.2017, entro la stessa data è sempre e comunque possibile rinunciare alla definizione agevolata, all’uopo presentando una ‘dichiarazione di rinuncia’ espressa alla richiesta di adesione alla definizione agevolata in precedenza inviata.

La presentazione della richiesta di adesione alla definizione agevolata interrompe le azioni esecutive avviate da Equitalia a condizione che l’istanza venga presentata prima della vendita del bene o dell’assegnazione del bene a un creditore ovvero, in caso di pignoramento presso terzi di un credito, prima del provvedimento di assegnazione, ex art. 533 cpc.

Dall’1 luglio 2017 vi sarà la soppressione di Equitalia, di talché unico titolare dei crediti fiscali sarà l’Agenzia delle Entrate.

 

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Bye bye Equitalia

Un annuncio – quello del Presidente del Consiglio comunicato ai microfoni di Rtl 102.5 il 12 luglio 2016 – che ha fatto contenti molti, ovverosia la chiusura di Equitalia entro la fine del 2016 «Entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini. Equitalia non ci sarà più, che non vuol dire che le multe non si pagano più ma cambierà come. Confermo: entro l’anno bye bye Equitalia».

In realtà, come si vedrà, c’è poco da essere contenti.

Il provvedimento, teso alla scioglimento dell’agenzia della riscossione, dovrebbe arrivare con la legge di Stabilità, ma il condizionale è d’obbligo tenuto conto che l’intenzione del premier era già stata espressa nel maggio scorso via Twitter, e nonostante ciò alle parole non sembrano siano seguiti i fatti né, a maggior ragione, certezze, anche perché non è problema di poco momento l’inquadramento del personale di Equitalia, che attualmente consta di circa 8 mila dipendenti, gestendo rate dilazionate per più di 25 miliardi di euro.

Per ora di concreto vi è la proposta di legge, che consta di n.14 articoli, d’iniziativa del deputato Boccia, n. 2480, in commissione Finanze alla Camera, contenente ‘Disposizioni per la liquidazione della società Equitalia Spa e il trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate’, Agenzia delle Entrate che al momento si occupa solo di effettuare controlli e accertamenti, con il dichiarato intento di ristabilire «quella situazione di par condicio tra operatori della riscossione che, sebbene più volte annunciata, è rimasta, nei fatti, lettera morta».

La proposta prevede che alla Direzione centrale riscossione della Agenzia delle Entrate, istituita a decorrere dal 01.1.2014, «confluiranno le attività, le competenze, le attribuzioni e le responsabilità della società Equitalia Spa e delle società partecipate. Gli enti territoriali potranno affidare direttamente alla Direzione centrale riscossione i carichi iscritti a ruolo. Il personale del gruppo Equitalia sarà trasferito ex lege e senza soluzione di continuità, alla Direzione centrale riscossione e potrà essere distaccato, presso gli enti territoriali che ne facciano richiesta, con l’effetto di: 1) evitare che il nuovo soggetto giuridico abbia ruoli in esubero; 2) consentire ai comuni di gestire, in modo professionale, la riscossione delle entrate locali senza per questo doversi sobbarcare gli onerosi costi di un concorso ad hoc; 3) utilizzare i lavoratori distaccati esclusivamente per lo svolgimento delle mansioni che sono loro proprie».

Tenuto conto che, prima della riforma, la riscossione veniva svolta dalle banche e che i dipendenti di Equitalia hanno un contratto [privato] con condizioni migliori di quello dell’Agenzia delle Entrate, e se anche nel disegno di legge è previsto che con decreti interministeriali (Finanze ed Economia) successivi si provvederà a spostare i lavoratori all’interno della Pubblica Amministrazione, quindi anche all’Agenzia delle Entrate stessa o presso gli enti territoriali che sceglieranno la riscossione autonoma dei loro tributi, con le stesse retribuzioni, lo stesso trattamento ai fini pensionistici e la stessa posizione giuridica, «a seguito delle preoccupanti dichiarazioni politiche che preannunciano a breve la fine di Equitalia», i dipendenti di Equitalia, preoccupati per l’imminente ‘fine’ di Equitalia, questa mattina hanno fermato gli sportelli e fatto partire l’ennesima agitazione sindacale, preannunciando il replicarsi degli scioperi per le prossime settimane, anche per protesta per il ‘no’ opposto dall’azienda alla riapertura della negoziazione per il rinnovo del contratto.

Ma, in disparte ciò, tornando al motivo iniziale, secondo cui non vi è alcuna ragione per essere esultare, vediamo quali cambiamenti per i contribuenti.

Si erano palesati possibili sanatorie o condoni per i vecchi debiti, ma il premier ha sottolineato, invece, che la caccia agli evasori si intensificherà.

L’unica cosa positiva sembra riguardare gli aggi della riscossione, che dovrebbero scendere ulteriormente. Il guadagno che il concessionario si caricava in cartella, come compenso al proprio lavoro da Agente esterno, sarà abolito. Il 4% che di norma era caricato sui contribuenti, adesso sarà a carico dell’Ente che vanta il credito.

Per il resto, non trattandosi di un abolizione ma di un accorpamento tra accertamento e controlli (Entrate) e riscossione (Equitalia), ciò non può che voler dire accelerare ulteriormente il processo di recupero della [presunta] evasione.

Così come accade negli altri Paesi europei, il Fisco, inglobando Equitalia, si vedrebbe attribuito anche il compito di andare a recuperare le cifre evase, nel segno di una maggiore efficienza.

L’unica speranza rimane quella, non v’è chi non veda piuttosto aleatoria, che, nella fase transitoria tra Equitalia e l’Agenzia delle Entrate, si verifichino errori nell’inoltro di atti e notifiche, di guisa da rendere prescrivibili i debiti.

In ogni caso, nonostante Renzi abbia licenziato con un ‘bye-bye’ Equitalia, per ora c’è poco altro che uno slogan. Stiamo a vedere.

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Equitalia. le ‘cartelle amiche’

Oggi nel web, su vari siti e varie testate giornalistiche, non si fa che parlare delle ‘cartelle amiche’ di Equitalia, che saranno inviate ai contribuenti da parte della neonata Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A., costituita attraverso la fusione per incorporazione di Equitalia Nord S.p.A., Equitalia Centro S.p.A. e Equitalia Sud S.p.A., operativa da domani, 1 luglio 2016. Circa 300mila contribuenti, pertanto, festeggeranno così l’evento.

Cerchiamo allora di comprendere meglio in che consistono le ‘cartelle amiche’, anche perché l’argomento Equitalia è sempre molto delicato e cattura facilmente, spesso con apprensione, l’attenzione dei contribuenti.

In sostanza: chi ha debiti nei confronti del fisco e non ha mai attivato un piano di rateizzazione, nelle prossime settimane riceverà una cartella contenente alcune proposte di rateizzazione – che non saranno inferiori ad un anno, potendo tuttavia arrivare fino ad un massimo di 72 rate per gli importi maggiori – con le quali il contribuente debitore, se lo vorrà, potrà scegliere come, ed in quante rate, saldare il proprio debito. L’istanza varrà solo per i debiti inferiori a 50.000 euro (ma non sotto i 600 euro). A titolo esemplificativo, un debito di 1.800 euro potrà essere pagato in 6 anni con una rata mensile di 25 euro, oppure si potrà scegliere, barrando la corrispondente casella, un piano a 12 rate di 150 euro ciascuna. In base al piano scelto, vi saranno poi da calcolare gli interessi di spettanza dell’ente creditore.

Il progetto, partito in fase sperimentale nel febbraio scorso, con riferimento alle città di Varese, Firenze e Lecce, valutato positivamente dai tecnici, ora è in arrivo in tutta Italia, Sicilia esclusa in quanto Equitalia Servizi di riscossione Spa opererà su tutta Italia ma non in Sicilia; esso è stato voluto dall’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, che spiega, che «A volte l’impatto può essere profondamente negativo e la non conoscenza di alcuni strumenti che vengono incontro al contribuente può provocare angoscia e confusione. Per questo abbiamo voluto inserire nella cartella uno strumento chiaro, in cui sono indicate le varie possibilità per poter pagare a rate il proprio debito. Vogliamo fare il possibile per ridurre al minimo la burocrazia e dialogare con una società che rappresenta l’ultima occasione per mettersi in regola».

Il contribuente, nel caso voglia aderire alla rateizzazione, dovrà, dopo aver barrato le caselle per determinare numero delle rate e consistenza dell’importo, firmare il modulo e presentarlo allo sportello o, in alternativa, inviare la richiesta a mezzo P.E.C. (posta elettronica certificata) o a mezzo raccomandata a.r..

Se anche definirle ‘amiche’ sembra quasi una canzonatura, non si può mettere in dubbio l’intento, con dette cartelle, di voler andare incontro ai contribuenti morosi, affinché possano, come indicato, mettersi in regola.

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Equitalia. Prolungati i tempi di apertura degli sportelli

Con un comunicato stampa del 27.02.2014, la Direzione Generale di Equitalia precisava che, a fronte di un piano di riorganizzazione che prevedeva di aumentare l’assistenza ai contribuenti e di garantire servizi uniformi in tutta Italia, l’apertura degli sportelli, a partire dal 03.03.2014, avrebbe osservato i seguenti orari:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 8:15 alle ore 13:15
  •  semifestivi dalle ore 8:15 alle ore 12:15

Ed ecco che, a due anni di distanza, Equitalia avvia una ulteriore iniziativa, ovverosia quella di prolungare i tempi di apertura nelle sedi che registrano una più alta affluenza di contribuenti.

Dalla data odierna del 26.04.2016, nelle principali città italiane di Roma, Napoli (Corso Meridionale), Milano (Viale dell’Innovazione e Via San Gregorio) e Torino (Cia Alfieri), gli sportelli rimarranno aperti fino alle ore 15,15 anziché alle 13,15, prolungando così di due ore l’orario di apertura al pubblico.

A Roma, in particolare, ai cui sportelli, nel 2015, si sono presentate ben 497 mila persone, ad essere interessate del provvedimento le sedi di Via Colombo, Via Togliatti e Via Aurelia, quelle cioè con la più alta affluenza di contribuenti (301 mila accessi registrati), che verranno anche implementati di personale addetto con l’evidente scopo di ridurre i tempi di attesa. In aggiunta, sempre a Roma, da metà maggio partirà +65, all’interno di Sportello Amico, da intendersi come «corsia preferenziale» riservata agli ultra sessantacinquenni.

Ciò a fronte del riscontrato aumento nel 2015 dell’affluenza del 10% rispetto al 2014, per 5 milioni di contribuenti. Fatta eccezione per la Sicilia, gli sportelli presenti in tutte le regioni sono 203. Per questo Equitalia si accinge a creare una piattaforma internet unica per tutti gli sportelli: tramite un applicativo informatico ogni ufficio d’Italia potrà interloquire con tutti i contribuenti, anche con quelli che risiedono in un’altra città, allo scopo di fornire sollecito aiuto.

Tramite la sezione ‘contatti e sportelli’ è possibile conoscere le sedi di Equitalia più vicine, fornite di indirizzi e orari di apertura.

Equitalia: disposizioni in materia di rottamazione dei ruoli

Equitalia. E’ stato presentato il 18 marzo scorso al Senato un disegno di legge, definito “Rottamazione dei ruoli”, vòlto a tutelare – con un piano di rientro commisurato alle effettive difficoltà economiche riscontrate nel pagamento dei debiti con Equitalia – sia i semplici cittadini, sia le imprese, sia i lavoratori, dipendenti e/o autonomi. Se anche non si tratta di un “condono”, tuttavia i piani di rientro certamente consentiranno: 1) al cittadino di stralciare una parte del debito ma anche 2) allo Stato di recuperare una parte importante del credito. Un doppio effetto che, comportando benefici per tutti, rende molto probabile la sua approvazione.

E ciò perché, come si legge nello stesso provvedimento, d’iniziativa dei senatori BERNINI e FLORIS, «Sono in costante aumento gli italiani che versano in stato di difficoltà economica a causa della grave e perdurante crisi finanziaria, e che, conseguentemente, non riescono ad onorare i propri tributi nei confronti dello Stato. In tale stato di disagio diffuso, molti operatori economici privilegiano il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti e rinviano il pagamento delle imposte a momenti successivi. Purtroppo, accade sovente che questi tardino ad arrivare e sopraggiunge, per contro, il fallimento delle imprese. Sui contribuenti in crisi di liquidità sono, pertanto, meccanicamente ammassati ruoli esattoriali tali da travolgerli senza alcuna possibilità di riscatto».

Come a tutti noto, Equitalia è una Società incaricata della riscossione dei debiti che il cittadino ha con un altro Ente. Il provvedimento ora al Senato – che ha lo scopo di obbligare Equitalia ad accettare la rateizzazione dei debiti dei soggetti insolventi con l’erario o con l’Inps – conferisce ad Equitalia pieni poteri decisionali sulla concessione del piano di estinzione di ciò che rimane da pagare al cittadino, di talché sarà Equitalia, e non l’Ente creditore, a proporre ai cittadini in difficoltà di definire ‘a saldo e stralcio’ la propria posizione debitoria.

Il ddl “Rottamazione dei ruoli” è destinato – come risulta dall’art. 2, ‘Definizioni’ – a due diverse tipologie di cittadini: a) quelli che versano in “grave difficoltà finanziaria”, quando il debito del contribuente, iscritto a ruolo, è costituito per oltre il 50% dai ruoli resi esecutivi prima del 31.12.2010 (ovverosia debito contratto prima del 31.12.2010), e b) quelli in “momentanea difficoltà finanziaria”, quando il debito del contribuente, iscritto a ruolo, è costituito per oltre il 50% da ruoli resi esecutivi prima del 31.12.2012 (ovverosia debito contratto prima del 31.12.2012).

Come si legge al successivo art. 3 ‘Proposta di definizione del debito’, «1. Ai contribuenti con debiti iscritti a ruolo per tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate e per mancato versamento di contributi previdenziali, in stato di momentanea difficoltà finanziaria o di grave difficoltà finanziaria, l’agente della riscossione propone la definizione a saldo e stralcio della posizione debitoria iscritta a ruolo. 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche a eventuali debiti iscritti a ruolo e oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta. 3. La proposta di cui al comma 1 deve essere notificata dall’agente della riscossione, per via telematica, tramite posta elettronica certificata (PEC) entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. 4. L’agente della riscossione trasmette, per via telematica, la proposta di cui al comma 1 all’Agenzia delle entrate e all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), per quanto di rispettiva competenza, entro il 31 maggio successivo. 5. Il contribuente, anche a mezzo PEC, deve comunicare la propria accettazione all’agente della riscossione entro il 31 luglio successivo».

Per i debitori in grave difficoltà il piano potrà contenere: i) il pagamento integrale dell’Iva eventualmente dovuta; ii) il pagamento integrale dei contributi eventualmente dovuti; iii) il pagamento del 75% dei tributi (lo stralcio quindi del 25% degli stessi); iv) lo stralcio integrale di sanzioni, interessi e dell’aggio di riscossione.

Per i secondi, in momentanea difficoltà, il trattamento è lo stesso per sanzioni, interessi e aggio, ma lo stralcio dei tributi scende allo 0,5%.

Per importi inferiori a 50mila euro, il debito si estingue con 8 rate trimestrali, pagabili in 24 mesi; per quelli superiori a 50mila euro, il debito si estingue con 12 rate trimestrali pagabili in 36 mesi.

In ogni caso si tratta di un provvedimento importante, tenuto conto che Equitalia, data la sua struttura societaria, non può prendere accordi per saldare ‘a stralcio’ i propri crediti, e ciò per il principio di imparzialità nei confronti di tutti i cittadini: pari trattamento e pari condizioni che verrebbero certamente meno se con alcuni di questi si potesse addivenire a degli accordi. I debiti relativi a Equitalia non possono essere stralciati, se non entro determinate forme e limiti, ma soltanto rateizzati. Giova tuttavia rilevare che un notevole passo avanti si è avuto recentemente con la legge n.3/2012, ‘Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento’, meglio conosciuta come la c.d. legge salva suicidi, che ha introdotto un procedimento che consente di ottenere il saldo e stralcio dei debiti di persone fisiche e di piccole imprese e che si applica a tutti i debiti del ricorrente, ivi compresi quelli con Equitalia (si segnala al riguardo la decisione del Tribunale di Busto Arsizio del 16 settembre 2014 che ha ridotto del 70% i debiti con Equitalia a seguito dell’omologa del procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento; stessa cosa a Varese, dove il giudice ha defalcato l’importo complessivo dell’87%).

Attendiamo fiduciosi che la proposta di legge venga discussa quanto prima in Parlamento.