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Bollette luce e gas: si pagano a rate anche dopo la scadenza

La bolletta della luce o del gas si può pagare a rate anche dopo la scadenza di pagamento.

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con la delibera n.258 del 29.05.2015, ha approvato infatti importanti novità in tema di morosità, anche per far fronte alle esigenze di un sempre maggior numero di consumatori che, fiaccati dalla crisi, sempre più spesso sono costretti a pagare in ritardo i bollettini, rischiando il distacco dell’utenza.

In particolare, sul fronte della rateizzazione, per i clienti serviti nei regimi di tutela, è previsto un allungamento delle tempistiche per la richiesta di rateizzazione: può avvenire entro i 10 giorni successivi dal termine fissato per il pagamento della bolletta, vale a dire entro 30 giorni dall’emissione della bolletta. Dunque i clienti potranno godere di più tempo per richiedere la rateizzazione se si considera che la precedente normativa fissava il termine per la richiesta entro 20 giorni dall’emissioni della fattura.

La rateizzazione inoltre “deve essere obbligatoriamente offerta al cliente in caso di fatturazione a conguaglio o di addebito di consumi non registrati dal contatore per malfunzionamento non imputabile al cliente” e deve essere obbligatoriamente segnalata in bolletta.

L’importo sarà suddiviso in un numero di rate pari “almeno al numero di bollette in acconto o stimate ricevute successivamente alla precedente bolletta di conguaglio, e comunque non inferiore a due“. Sugli importi rateizzati vengono conteggiati gli interessi pari al tasso ufficiale di riferimento dell’1.25%.

La rateizzazione delle bollette deve sempre essere possibile : (i) a seguito di malfunzionamento del contatore per causa non imputabile al cliente e viene richiesto il pagamento dei consumi non registrati; (ii) se perviene un conguaglio a causa di diverse letture non eseguite per tempo e la bolletta ‘a conguaglio’ è superiore al doppio dell’addebito più elevato, fatturato nelle bollette ‘in acconto’ ricevute dopo la precedente bolletta di conguaglio [va fatta attenzione, in ogni caso, al periodo di riferimento: se la differenza tra addebiti di conguaglio e acconto è provocata solo dal cambiamento di stagione (estate/inverno), esso è escluso dalla rateizzazione]; (iii) il cliente ha un contatore accessibile e a causa di una o più mancate letture gli viene richiesto il pagamento di un conguaglio.

Cambiano anche le disposizioni in termini di messa in mora e distacco delle utenze di luce e gas, sempre per garantire una maggior tutela dei consumatori in difficoltà nel pagamento delle bollette. In pratica, in caso di bollette non pagate, il gestore non potrà procedere alla richiesta di sospensione della fornitura senza prima aver inviato al cliente, per raccomandata, una comunicazione di messa in mora in cui dovrà anche essere indicata la data in cui potrà essere richiesto il distacco delle fornitura di luce o gas che non può essere inferiore ai tre giorni lavorativi dal termine per il pagamento della bolletta.

Con il nuovo regolamento sulle bollette “la comunicazione di messa in mora sarà obbligatoria per tutte le fatture per le quali non risultino i pagamenti, anche per quelle scadute nel periodo in cui è già in corso una precedente procedura di mora, altrimenti il venditore non potrà richiedere la sospensione della fornitura”.

Il garante ha anche imposto ai gestori che, prima di richiedere la sospensione per morosità in caso di conguagli o di importi anomali, debbano comunque rispondere ai reclami scritti. L’autorità spiega che “per garantire che le risposte in caso di contestazione degli importi siano pienamente esaustive circa la correttezza della fatturazione, con un lavoro congiunto con le Associazioni dei consumatori e degli operatori, verranno definiti nuovi obblighi in tema di contenuti minimi delle stesse risposte”.

Il nuovo regolamento sulle bollette introduce infine, degli indennizzi automatici, in caso di mancato rispetto delle regole da parte del gestore. Il cliente avrà diritto di ricevere l’importo di 30 euro se la fornitura viene sospesa per morosità nonostante il mancato invio della comunicazione di costituzione in mora per raccomandata; 20 euro se la fornitura viene sospesa per morosità e il venditore, pur avendo inviato la raccomandata, non ha rispettato le tempistiche previste. In questi casi, inoltre, non può essere richiesto il pagamento di alcun ulteriore corrispettivo per la sospensione o la riattivazione della fornitura.

Infine, sempre in tema di tutele e trasparenza, dal primo settembre il venditore, anche se si avvale di altro operatore per i rapporti col distributore, sarà obbligato ad integrare il contratto con nuove previsioni a tutela del cliente e della continuità del servizio.