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La cantina interrata non rientra nel calcolo della superficie rilevante per la qualificazione dell’immobile come ‘di lusso’

Corte di Cassazione, Sez. VI Civile – T, 22.12.2015 n. 25818

Alla attenzione della Corte di Cassazione il ricorso proposto dalla Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che, integralmente riformando la decisione della Commissione Tributaria Provinciale, ha ritenuto la cantina non compatibile ai fini della determinazione della superficie utile a qualificare l’abitazione come ‘di lusso’.

La vicenda riguardava l’opposizione di una neo acquirente [contribuente] avverso l’avviso di liquidazione con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva revocato l’agevolazione fiscale per l’acquisto della prima casa, con aliquota IVA ridotta (4%) prevista per le abitazioni non di lusso, sul presupposto che dovesse computarsi nella superficie della villetta acquistata anche il locale che, nonostante fosse indicato in catasto come ‘cantina’, possedeva la stessa tipologia di finiture ed impiantistica del resto dell’appartamento.

La Commissione Tributaria Provinciale aveva rigettato il ricorso con decisione che, appellata dalla contribuente, è stata integralmente riformata dalla Commissione Tributaria Regionale che riteneva la cantina non compatibile.

Adìta la Suprema Corte, gli Ermellini, inserendosi nel solco ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità, hanno ricordato che, in tema di imposta di registro, «per stabilire se un’abitazione sia di lusso e, quindi, sia esclusa dall’agevolazione per l’acquisto della “prima casa”, di cui all’art. 1, terzo comma, della tariffa, Parte prima, Tariffa allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, occorre fare riferimento alla nozione disuperficie utile complessiva”, di cui all’art. 6 del d.m. Lavori Pubblici 2 agosto 1969, in forza del quale è irrilevante il requisito dell’“abitabilità” dell’immobile, siccome da esso non richiamato, mentre quello dell’“utilizzabilità” degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituisce parametro idoneo ad esprimere il carattere “lussuoso” di una abitazione» (tra le altre, Cass. Civ., 15.11.2013, n. 25674).

Tuttavia, fatta questa premessa, gli Ermellini nel passaggio seguente, hanno osservato che «la qualificazione di uno spazio non abitabile, p.es. una cantina, spazio di cui l’art. 6, D.M. cit. non tiene conto ai fini della determinazione della superficie, è questione di fatto che non implica un error in iudicando e che può essere, pertanto, denunciata esclusivamente sotto il profilo del vizio di motivazione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, …e, nella specie, con il ricorso non si censura, in alcun modo, tale accertamento in fatto compiuto dal Giudice di merito il quale ha ritenuto che il locale, indicato in catasto quale cantina, non avesse caratteristiche omologhe a quelle del resto dell’abitazione trattandosi di un locale sito in un piano completamente interrato, privo di autonomi punti luce e con altezza di mt.2,55».

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25818 del 22.12.2015, ha respinto, dunque, il ricorso della Agenzia delle Entrate.