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Bonus fiscale acquisto mobili

Bonus fiscale acquisto mobili. L’Agenzia delle Entrate precisa i dettagli con la circolare n. 7/E del 31.03.2016

L’Agenzia delle Entrate illustra, con la circolare qui in commento, le modalità con cui le giovani coppie possono beneficiare del nuovo bonus mobili, che va distinto dal bonus arredi, come risulta chiaro dalla premessa alla circolare qui in commento in cui si legge che la legge 28 dicembre 2015 n. 208, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, intervenendo sulle agevolazioni previste ai fini IRFEF per il settore edilizio, tra l’altro, proroga per l’anno 2016 le misure agevolative dirette a favorire il recupero del patrimonio edilizio nonché quelle previste per l’acquisto di mobili per il relativo arredo; introduce, inoltre, una nuova agevolazione per l’acquisto di mobili da parte di giovani coppie.

Tre devono essere i requisiti per ottenere il bonus mobili: i) matrimonio o convivenza; ii) età; iii) acquisto di una casa.

Il primo. Secondo il paragrafo 2.1 della circolare in commento, ‘Soggetti che possono beneficiare della detrazione’, è necessario «a) essere una coppia coniugata o una coppia convivente more uxorio da almeno tre anni. Per le coppie coniugate, non rilevando il requisito di durata del vincolo matrimoniale, è sufficiente che i soggetti risultino coniugati nell’anno 2016. Per le coppie conviventi more uxorio, la convivenza deve durare da almeno tre anni. Tale condizione deve risultare soddisfatta nell’anno 2016 ed essere attestata o dall’iscrizione dei due componenti nello stesso stato di famiglia o mediante un’autocertificazione resa ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445».

Il secondo. Secondo lo stesso paragrafo, «b) non aver superato, almeno da parte di uno dei componenti la giovane coppia, i 35 anni di età. Per non creare disparità di trattamento in base alla data di compleanno, il requisito anagrafico deve intendersi rispettato dai soggetti che compiono il 35° anno d’età nell’anno 2016, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade».

Il terzo. Ancora secondo il paragrafo 2.1., «c) essere acquirenti di un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale della giovane coppia. In assenza di diversa prescrizione normativa si deve ritenere che l’unità immobiliare possa essere acquistata, a titolo oneroso o gratuito e che l’acquisto possa essere effettuato da entrambi i coniugi o conviventi more uxorio o da uno solo di essi. In quest’ultimo caso, nel rispetto della ratio della norma, l’acquisto deve essere effettuato dal componente che caratterizza anagraficamente la giovane coppia e quindi dal componente che non abbia superato il 35° anno d’età nel 2016. A sostegno di questa interpretazione si evidenzia che la relazione tecnica alla norma in esame, è stata effettuata utilizzando le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate da contribuenti under 35 che non hanno dichiarato immobili nel quadro RB e i dati dell’imposta di registro relativi alle compravendite di abitazioni principali effettuate dai medesimi soggetti nello stesso anno. L’acquisto dell’unità immobiliare si ritiene che possa essere effettuato nell’anno 2016 o che possa essere stato effettuato nell’anno 2015. La fruizione dell’agevolazione anche per gli acquisti effettuati nel 2015 si deve ritenere consentita in base a considerazioni di ordine sistematico che tengono conto del fatto che, nell’ambito del TUIR, previsioni agevolative, quali quelle in materia di detrazione degli interessi di mutuo, consentono che intercorra un arco di tempo di dodici mesi tra l’acquisto dell’immobile e la sua destinazione ad abitazione principale. Per quanto concerne i termini entro i quali l’immobile deve essere destinato ad abitazione principale di entrambi i componenti la giovane coppia si ritiene che tale destinazione debba sussistere in linea di principio nell’anno 2016. Tuttavia, tenuto conto che, come detto, può intercorrere un arco di tempo fra l’acquisto dell’immobile e la sua destinazione ad abitazione principale della giovane coppia, gli immobili acquistati nel 2016 possono, ai fini dell’agevolazione in esame, essere destinati ad abitazione principale entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per tale periodo d’imposta (termine di presentazione del modello UNICO PF 2017). Ciò in quanto tale destinazione deve sussistere al momento di presentazione della dichiarazione per consentire la fruizione della detrazione stessa».

Quali mobili rientrano nel bonus ?

La detrazione compete per le spese sostenute dall’1 gennaio al 31 dicembre 2016 per l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’abitazione principale della giovane coppia e non anche per le spese per l’acquisto di grandi elettrodomestici. L’acquisto può essere effettuato anche prima che si verifichino i requisiti indicati al paragrafo 2.1. Ad esempio, se una coppia coniugata acquista i mobili a marzo 2016 e stipula il rogito di acquisto dell’unità immobiliare ad ottobre 2016, nel rispetto del requisito anagrafico, avrà diritto alla detrazione sempreché l’unità immobiliare sia destinata ad abitazione principale di entrambi, entro il termine per la presentazione dei redditi relativa all’anno 2016. Considerata l’analogia con il “bonus mobili e grandi elettrodomestici”, di cui al citato art. 16, comma 2, del decreto legge n. 63 del 2013, per l’individuazione dei mobili agevolabili si rinvia alla circolare n. 29/E del 2013 nella quale è stato di quali mobili si tratta. In particolare, si deve trattare di mobili ‘nuovi’. A titolo esemplificativo, recita il paragrafo 2.2. della circolare, ‘Beni agevolabili’, «letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile».

L’agevolazione non potrà riguardare, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Come si calcola il bonus ?

Il bonus si applica nella misura del 50% delle spese sostenute su un ammontare complessivo non superiore a 16mila euro (il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è riferito non già ai singoli componenti ma alla coppia). L’agevolazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo.

Come deve essere effettuato il pagamento? E’ possibile in contanti?

Non è consentito effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento essendo previsto, per la fruizione della detrazione, che il pagamento avvenga mediante bonifico o carta di debito o credito.

Se il pagamento è disposto mediante bonifico bancario o postale, indica il paragrafo 2.4, ‘Adempimenti’, che «non è necessario utilizzare il bonifico appositamente predisposto da banche e Poste s.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia (bonifico soggetto a ritenuta). Si ritiene, peraltro, per motivi di semplificazione, che tale modalità di pagamento possa essere utilizzata anche per le spese che danno diritto al c.d. “bonus mobili e grandi elettrodomestici”. Sono, quindi, superate le precedenti indicazioni fornite con la Circolare n. 29/E del 2013, par. 3.6, con riferimento all’utilizzo del richiamato bonifico soggetto a ritenuta. Se il pagamento dei mobili è effettuato mediante carte di credito o carte di debito, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso». «Le spese sostenute devono essere “documentate” conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti o gli scontrini parlanti (Cfr. circolari n. 29/E del 2013 e 11/E del 2014)».

Come sopra anticipato, quale differenza c’è tra il bonus mobili ed il bonus arredi?

I due bonus non sono cumulabili in quanto il nuovo bonus mobili per le giovani coppie è una detrazione distinta dal bonus arredi riguardando, quest’ultima, l’agevolazione in base alla quale i contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono beneficiare di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni). Va detto che il bonus arredi è stato prorogato a tutto il 2016 dall’ultima legge di Stabilità che ha confermato l’aumento della detrazione dal 36% al 50% per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, nonché l’incremento delle spese ammissibili da 48mila a 96mila euro.

In conclusione, valga un esempio. Affrontando una spesa per acquisto mobili nuovi di 20mila euro viene concesso un bonus massimo di € 8.000,00 (16.000: 2 = 8.000) che, diviso per 10 quote, consente di detrarre dalle imposte 800 euro all’anno, per 10 anni.

Supponiamo che dalla dichiarazione dei redditi risulti un’imposta di 8mila euro; con il bonus mobili, l’imposta dovuta scenderà a € 7.200.

Acquistare mobili nuovi non è mai stato così conveniente.

Dichiarazione dei redditi precompilata 2016

Al via la dichiarazione dei redditi precompilata 2016: l’Agenzia delle Entrate comunica che dal prossimo 15 aprile saranno disponibili i modelli online.

«Parte la dichiarazione precompilata 2016 arricchita da 700milioni di dati in più rispetto a quelli già a disposizione dell’amministrazione finanziaria. Grazie al contributo di tutti gli attori coinvolti, infatti, sono state già trasmesse le informazioni relative a premi assicurativi, interessi passivi sui mutui, contributi previdenziali, spese mediche, rimborsi delle spese sanitarie, certificazioni uniche, previdenza complementare, spese funebri e spese universitarie. Con riguardo alla novità delle spese sanitarie si tratta di oltre 500 milioni di informazioni. Di queste, 400 milioni sono state recuperate direttamente dal Sistema Sanitario Nazionale, per un valore di 1,5 miliardi di euro, mentre i 120 milioni di documenti rimanenti sono stati attinti dall’Agenzia direttamente dal sistema Tessera Sanitaria. In questo caso il valore delle spese sostenute dai contribuenti è di 13 miliardi di euro. Nel complesso i dati fissano l’istantanea delle spese mediche di 50 milioni di cittadini. Un dato significativo, da cui restano escluse le sole spese sanitarie per i farmaci da banco, privi della prescrizione medica».

Questo è quanto dichiara l’Agenzia delle Entrate che fa, inoltre, sapere che «quest’anno l’operazione precompilata 2016 interesserà una platea potenziale di 20 milioni di pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati, cui si aggiungono 10 milioni di contribuenti che compilano il modello Unico. Dunque, con le informazioni disponibili saranno di fatto predisposti circa 20 milioni di 730 e 10 milioni di Unico tutti precompilati. Un applicativo guiderà il contribuente fin dal primo accesso al sistema orientandolo sul modello che maggiormente risponde al suo profilo. Per far questo, saranno posti anche alcuni quesiti specifici al contribuente in modo d’aver ben chiaro a quale dichiarazione corrispondono maggiormente le sue caratteristiche». Non solo 730, c’è anche Unico quindi.

Vi è da dire, in realtà, che l’operazione è già avviata tanto che il fisco ha già ricevuto i dati relativi a premi assicurativi, interessi passivi sui mutui, contributi previdenziali, spese mediche, rimborsi delle spese sanitarie, certificazioni uniche, previdenza complementare, spese funebri e spese universitarie.

La novità più importante riguarda appunto le spese sanitarie, grandi assenti dello scorso anno. In totale sono 14,5 miliardi di spese da indicare nello spazio per le detrazioni. Sia perché nel primo anno in cui questi dati sono stati raccolti dall’Agenzia potrebbero esserci state delle imprecisioni, sia perché in ogni caso non tutte le spese per i farmaci sono state registrate dal sistema. Ma esiste anche un problema di privacy, non tutti infatti potrebbero essere d’accordo che il Fisco abbia contezza delle nostre spese mediche. Cosa fare in questi casi? Per quanto riguarda le spese sanitarie del 2016, il contribuente potrà chiedere oralmente a chi eroga il servizio sanitario (il medico, il laboratorio di analisi, a titolo esemplificativo), di non inviare affatto i dati sulla spesa affrontata al «Sistema tessera sanitaria».

Non è ritenuta professione sanitaria quella dei pedagogisti di talché non si potranno detrarre le spese per loro sostenute.

Ma come si accede al modulo? in sostanza occorrerà rivolgersi agli uffici territoriali delle Entrate o telefonare al numero 848.800.444, utilizzare l’app delle Entrate, utilizzare lo Spid (il nuovo sistema pubblico di identità digitale che permette di accedere con credenziali uniche attraverso tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni) o registrarsi al servizio Fisconline dove si otterrà la prima parte del Pin (4 cifre) e, dopo due settimane, si riceverà a casa una lettera contenente le ultime 6 cifre e la password di accesso.

Nel dettaglio: «Per accedere al modello – prosegue il Fisco – occorre utilizzare le credenziali rilasciate per i servizi telematici dell’Agenzia compreso il codice Pin. Le credenziali possono essere richieste sul sito www.agenziaentrate.gov.it, presso gli uffici territoriali delle Entrate o mediante l’App dell’Agenzia. A queste possibilità va anche aggiunto un quarto percorso semplificato per i possessori di Smart Card/Cns. In questo caso, infatti, basta inserire la carta nel lettore e, previa registrazione, il sistema fornisce immediatamente al contribuente il Pin e la password di accesso a Fisconline. Inoltre, anche quest’anno, per agevolare i cittadini che già dispongono del Pin dispositivo dell’Inps è previsto un accesso attraverso il sito dell’Istituto. La quinta opzione è una novità assoluta. Si tratta di SPID, il nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette ai cittadini di accedere con credenziali uniche a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti. L’Agenzia delle Entrate è tra le prime amministrazioni che hanno scelto di aderire. Coloro che volessero optare per questo nuovo sistema dal 15 marzo 2016 possono richiedere l’identità digitale SPID agli Identity Provider accreditati presso AgID. Inoltre, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che hanno aderito al sistema NoiPA possono accedere con le credenziali dispositive tramite il portale NoiPA. In alternativa a questa griglia di opzioni predisposte per accedere direttamente è comunque sempre possibile delegare il proprio sostituto di imposta disponibile ad effettuare l’assistenza fiscale, un Caf o un professionista abilitato».

In altri e più chiari termini, occorre utilizzare le credenziali rilasciate per i servizi telematici dell’Agenzia compreso il codice Pin. Le credenziali possono essere richieste sul sito www.agenziaentrate.gov.it, presso gli uffici territoriali delle Entrate o mediante l’App dell’Agenzia. Per chi già è in possesso del pin dell’Inps, è previsto un accesso attraverso il sito dell’Istituto. Novità assoluta si rinviene nell’altra opzione consistente nello Spid, il nuovo «Sistema Pubblico di Identità Digitale», che permette ai cittadini di accedere con credenziali uniche a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti.

L’Agenzia delle Entrate è tra le prime amministrazioni che hanno scelto di aderire.

È bene rilevare che saranno disponibili due modelli in versione precompilata. L’Agenzia continua affermando che «Il lavoratore dipendente o il pensionato può accettare il modello 730 così com’è oppure può agevolmente modificarlo o integrarlo e trasmetterlo al Fisco, dal 2 maggio al 7 luglio, direttamente dal proprio PC o delegando il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, un Caf o un professionista. Se il 730 precompilato viene accettato direttamente così com’è o modificato tramite un Caf o un professionista abilitato, si chiude così la partita con il Fisco. Infatti in quest’ultimo caso i controlli documentali sono effettuati direttamente nei confronti dei Caf e dei professionisti ai quali i cittadini si affidano. I coniugi possono unire le proprie dichiarazioni precompilate e presentare il modello 730 congiunto direttamente online. Il contribuente che presenta il modello Unico precompilato può modificarlo o integrarlo e trasmetterlo al Fisco, direttamente dal proprio PC, dal 2 maggio al 30 settembre. La dichiarazione precompilata si basa sulle certificazioni dei sostituti d’imposta per redditi di lavoro dipendente e assimilati, pensioni e compensi per attività occasionali di lavoro autonomo. Il modello contiene, inoltre, le informazioni presenti in Anagrafe tributaria relative alle spese di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico, ai versamenti effettuati con il modello F24, alle compravendite immobiliari, ai contratti di locazione registrati e alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente». Se ci si rivolge ai Caf ovvero ai professionisti, saranno questi ultimi ad apporre il visto di conformità sulla dichiarazione dei redditi.

Ma vi è di più. Nel nuovo modello ci saranno i dati dei bonus fiscali sui lavori in casa per ristrutturazione edilizia (50%) e risparmio energetico (65%) e la proroga del bonus mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro; si può destinare il 2 per mille dell’Irpef a favore di un’associazione culturale; riconosciuti sconti fiscali del 19% a chi ha figli che frequentano le scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno; detrazione del 19% per le spese per la frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non; ascende a 30.000 euro annui (da 2.065) l’importo massimo delle erogazioni liberali a favore delle Onlus di talché è possibile fruire della detrazione del 26%; ascende a 960 euro all’anno (da 640) l’importo del bonus Irpef ai lavoratori dipendenti, e ad alcune categorie assimilate, con un reddito fino a 26mila euro; è prevista la detrazione del 19% delle spese funebri per un importo non superiore a euro 1.550 a prescindere dal rapporto di parentela.

Nel link a seguire le istruzioni per la compilazione del Modello 730/2016 dal sito della Agenzia delle Entrate:

Modello