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L’acquisto dell’auto di lusso a rate non fa cadere l’accertamento

L’acquisto dell’auto di lusso, nonostante sia fatto a rate, non fa cadere l’accertamento a carico del contribuente

Cass. Civ., Civ. Ord. Sez. VI, 14.07.2016 n. 14405

L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, affidato ad un unico motivo, nei confronti di un contribuente, avverso la decisione resa dalla Commissione Tributaria Regionale della Liguria che aveva annullato integralmente l’atto impositivo basato sul redditometro, tenuto conto che i beni acquistati erano rappresentati da un appartamento ad uso abitazione principale e da un’autovettura acquistata nel 2007, con un finanziamento bancario, tali appunto da fare ritenere «il reddito presunto …. esente, in relazione all’alloggio per natura dello stesso e per la vettura perché alimentato da indebitamento».

Gli Ermellini, contrariamente a quanto affermato dai giudici di merito, richiamano l’art. 38 del D.P.R. n. 600 del 1973 (disciplinante, fra l’altro, il metodo di accertamento sintetico del reddito), nel testo vigente ratione temporis (tra la legge  n. 413/1991 e il D.L. n. 78/2010, convertito in legge n. 122/2010), con la precisazione seguente: «In sostanza, il dettato del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, prevede che il controllo della congruità dei redditi dichiarati venga effettuato partendo da dati certi ed utilizzando gli stessi come indici di capacità di spesa, per dedurne, avvalendosi di specifici e predeterminati parametri di valorizzazione (c.d. redditometro), il reddito presuntivamente necessario a garantirla. Quando il reddito determinato in tal modo si discosta da quello dichiarato per almeno due annualità, l’ufficio può procedere all’accertamento con metodo sintetico, determinando il reddito induttivamente e quindi utilizzando i parametri indicati, a condizione che il reddito così determinato sia superiore di almeno un quarto a quello dichiarato».

Quindi, prosegue la Suprema Corte, sulla scia di un recente precedente giurisprudenziale (Cass. 8995/2014) «a fronte di un accertamento induttivo sintetico D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38 norma del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 6, l’accertamento del reddito con metodo sintetico non impedisce al contribuente di dimostrare, attraverso idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenute alla fonte a titolo di imposta, tuttavia la citata disposizione prevede anche che “l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione”. La norma chiede qualcosa di più della mera prova della disponibilità di ulteriori redditi (esenti ovvero soggetti a ritenute alla fonte), e, pur non prevedendo esplicitamente la prova che detti ulteriori redditi sono stati utilizzati per coprire le spese contestate, chiede tuttavia espressamente una prova documentale su circostanze sintomatiche del fatto che ciò sia accaduto (o sia potuto accadere)».

In conclusione, in tema di redditometro, l’acquisto dell’auto di lusso, nonostante sia fatto con il finanziamento, non fa venir meno l’accertamento a carico del contribuente. Spetta al cittadino dimostrare, con idonea documentazione, ciò che peraltro nel caso di specie non ha fatto, l’entità  reale del reddito diverso da quello presuntivamente accertato.