Tag: abuso

Auto blu. Chi ne abusa rischia il carcere

L’abuso dell’utilizzo dell’auto blu da sempre ha suscitato malcontento negli animi degli italiani di talché sarà sicuramente apprezzato l’emendamento (tra gli altri) del Pd, al quale il Governo ha dato parere favorevole l’8 marzo scorso, approvato ieri sera in Commissione parlamentare Affari costituzionali della Camera, inserito nella proposta di legge del M5S sulle autovetture di servizio, e che approderà in aula la prossima settimana.

Chi non ricorda la vendita delle auto blu finite all’asta sul negozio eBay? All’incirca due anni fa (il 26.03.2016), infatti, il Governo Renzi aveva aperto sul sito di acquisti online un profilo di Palazzo Chigi e messo a disposizione per la vendita la prima vettura, un’Alfa 166, immatricolata nel 2007. Sul sito di eBay era stato poi pubblicato l’elenco completo delle n.170 auto blu in asta di ogni singolo Ministero. Veniva previsto che le vetture fossero messe all’asta a cadenza settimanale (suddivise in sei ‘tranche’ da 25 macchine) fino al 16 aprile 2014.

Ed ora ecco un’ulteriore rivoluzione: chi utilizzerà l’auto blu a fini personali, ivi incluso l’utilizzo della stessa nel tragitto casa-lavoro, rischierà un processo per peculato d’uso, reato disciplinato dall’art. 314 c.p. che, al secondo comma, testualmente recita: «Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita».

Vi è da dire che la norma distingue da chi beneficia dell’autovettura di servizio per uso esclusivo e chi per uso non esclusivo; i primi (Presidente del Consiglio e ministri) potranno fare, o meglio, continuare a fare con l’autovettura di servizio il tragitto abitazione-ufficio, tragitto che sarà invece vietato a chi ne ha un uso non esclusivo, ovverosia tutte le Pubbliche Amministrazioni, comprese Banca d’Italia e Consob.

Pugno di ferro, pertanto, contro chi usa le auto di servizio non per lavoro, così come originariamente voluto nella proposta di legge presentata dal pentastellato Giorgio Sorial, secondo il quale occorre(va) eliminare «l’anacronistico status symbol che costa allo Stato 400 milioni di euro», nonostante la proposta presentata a luglio 2015 sia stata poi profondamente cambiata.

Resta da dire che il reato penale per chi abusa dell’auto blu varrà per i comuni, Asl e comunità montane ma non per le Regioni, che hanno libertà a riguardo, garantita dalla Costituzione, giusta la decisione della Corte Costituzione n.43, depositata il 03.03.2016, che, accogliendo il ricorso della Regione Veneto, ha tra l’altro dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 15 comma 1 del d.l. n. 66/2014 (legge n. 89/2014) – norma di contenimento per le amministrazioni pubbliche della spesa per autovetture e taxi – per violazione dell’art. 117 comma 3 e 119 Cost..

Infine, giova rilevare che la proposta non prevede soltanto l’introduzione di questo nuovo reato ma altresì l’inasprimento delle sanzioni amministrative pecuniarie, da 500 a 10 mila euro, per le Amministrazioni che non dovessero rispettare i limiti d’acquisto imposti o siano reticenti in ordine alla comunicazione circa i dati all’uopo richiesti dal Ministero della Pubblica Amministrazione, così come si è decisa la proroga del divieto di acquisto di auto blu fino al 31 dicembre del 2017, un anno in più di blocco, quindi, rispetto a quanto fissato nell’ultima manovra.