Sussidio disoccupazione 2016. Compatibile con l’attività lavorativa

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Sul sito INPS, volendo avere contezza di cosa sia la ‘Indennità di disoccupazione NASpI’, emerge che trattasi di «una prestazione economica, istituita dal 1° maggio 2015, che sostituisce l’indennità di disoccupazione denominata Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI). È una prestazione a domanda, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° maggio 2015». Essa «Spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, ivi compresi: •gli apprendisti; •i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato; •il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato; •i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni». Non sono destinatari della indennità di disoccupazione NASpI (i) i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni; (ii) gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato; (iii) i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa. Inoltre, NON possono accedere all’indennità di disoccupazione NASpI i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.

Nello stesso sito si legge che la NASpI spetta in presenza dei seguenti requisiti: (i) stato di disoccupazione involontario; (ii) requisito contributivo [possesso di almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni che precedono la data della perdita dell’impiego (48 mesi, contando a ritroso dalla fine del contratto di lavoro)]; (iii) requisito lavorativo [possesso di almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la data della perdita dell’impiego (ci si riferisce ai 12 mesi precedenti alla cessazione, individuabili contando a ritroso dalla data di licenziamento)].

Nel delineato contesto, va detto che la NASpI, intesa come la nuova assicurazione sociale per l’impiego, è stata istituita con la legge di riforma del lavoro Jobs Act (Legge Delega n. 183 del 10.12.2014) con la quale il Legislatore ha delegato il Governo alla riforma della disciplina del lavoro e degli ammortizzatori sociali.

Detta prestazione economica viene erogata dall’Inps – su domanda che può essere inoltrata direttamente online, per i possessori di Pin per i servizi web dell’Istituto o l’identità unica digitale Spid, oppure al numero 803 164, digitando in ogni caso il Pin o patronato – ai lavoratori che rimangono disoccupati per perdita involontaria dell’impiego, eccezion fatta per chi si sia dimesso per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità/paternità nonché coloro che abbiano cessato il rapporto di lavoro per risoluzione consensuale, se la risoluzione è conseguente alla procedura di conciliazione per licenziamento. Oltre allo stato di disoccupazione ordinario e parziale, è previsto anche lo stato di lavoratore a rischio disoccupazione, nel periodo di preavviso precedente il licenziamento.

Secondo l’articolo 19 del D.Lgvo n.150/2015, disoccupati sono soltanto quei soggetti in possesso di due requisiti: (i) il primo, a carattere soggettivo, caratterizzato dalla mancanza di impiego, e (ii) il secondo, a carattere oggettivo, di aver reso la Did, che altro non è che una dichiarazione d’immediata disponibilità all’impiego, dichiarazione che deve essere resa presso il centro per l’impiego, se non direttamente all’Inps. Alla sottoscrizione della Did segue la convocazione per la firma del patto di servizio, in cui è contenuto un programma personalizzato, inteso a confermare lo stato di disoccupazione, con l’impegno del soggetto a partecipare ad attività di politiche attive, quali corsi di formazione e di orientamento.

Entrambi i requisiti, soggettivo ed oggettivo, devono quindi essere soddisfatti per poter accedere alla NASpI e all’ASDI (artt. 3 e 16, decreto legislativo n. 22/2015), alla DIS-COLL (art. 15, decreto legislativo n. 22/2015), oltre che per l’iscrizione nell’elenco tenuto dai servizi per il collocamento mirato (art. 8, legge n. 68/1999, cosi come modificata dal decreto legislativo n. 151/2015).

Ed ecco l’ultima novità del Jobs Act, nel senso che le tutele contro la disoccupazione vengono estese anche a coloro che risultino in condizione di occupazione ma abbiano redditi annuali esegui.

Infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella riunione del 10 giugno 2016, uno schema di decreto legislativo, recante le disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi del Jobs Act (decreti legislativi n. 81, 148, 149, 150 e 151 del 2015, emanati in attuazione della legge delega n. 183 del 2014, cd. Jobs Act), correttivo appunto di una precedente norma contenuta nel Jobs Act secondo la quale il disoccupato che accettava di svolgere un qualsiasi lavoro, anche con una retribuzione minima, perdeva il diritto all’assegno di disoccupazione NASpI.

Ora, nella relazione illustrativa allo schema del decreto legislativo si legge che «la modifica all’articolo 19 del decreto legislativo n. 150 del 2015 è volta a precisare, così come già emerge indirettamente dagli articoli 9 e 10 del decreto legislativo n. 22 del 2015, che lo stato di disoccupazione è compatibile con lo svolgimento di rapporti di lavoro, autonomo o subordinato, dai quali il lavoratore ricava redditi di ammontare esiguo, tali da non superare la misura del reddito corrispondente ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917».

In detto schema di decreto legislativo è previsto pertanto che mantengono lo stato di disoccupazione, di guisa conservando il sussidio di disoccupazione, i lavoratori che percepiscono redditi, da lavoro autonomo o da lavoro dipendente, inferiori alle soglie di imposizione dell’Irpef [ovverosia 8.000 euro annui, se l’impiego da cui deriva il reddito è subordinato o assimilato (co.co.co.) 4.800 euro annui, se l’impiego da cui deriva il reddito è autonomo (anche occasionale)].

In attesa del documento ufficiale con la correzione, l’accesso ai nuovi ammortizzatori sociali, NASpI, Asdi e Dis-Coll, è consentito anche nei confronti di chi svolge un’attività lavorativa percependo un reddito imponibile molto basso ed è confermato che lo svolgimento della predetta attività lavorativa non determina la perdita della fruizione degli ammortizzatori sociali, non facendo venir meno lo status di disoccupato. In altri e più chiari termini, anche quanti percepiscono redditi bassi potranno iscriversi al Portale nazionale delle Politiche Attive per il Lavoro, che verrà realizzato in seno alla nuova Anpal, e, quindi, stipulare, come sopra detto, il patto di servizio personalizzato con il centro per l’impiego.

I centri per l’impiego saranno deputati a vigilare per il rispetto delle condizioni previste, verifica accertabile attraverso il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, in cui confluiranno anche le informazioni della banca dati reddituale dell’Agenzia delle Entrate.

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