Strisce blu: valida la multa se il ticket è scaduto

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cass. civ., sez. ii, 03.08.2016, n. 16258

La redazione del presente articolo risulta necessitata da ragioni di integrazione e completezza, tenuto conto che nel presente sito, in precedenza, era stata, e correttamente, segnalata la nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del 06.05.2015, prot. n.2074, che si era pronunciato a riguardo delle aree di parcheggio dove la sosta è consentita a tempo indeterminato e subordinata al solo pagamento di una somma, esprimendo il parere che il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale era stato effettuato il pagamento non si sostanziava in una violazione di obblighi previsti dal Codice, configurandosi come un inadempimento contrattuale, così andando incontro non già a una multa ma alla sola integrazione della tariffa.

Gli Ermellini, con la sentenza in commento, si discostano dall’orientamento ministeriale. Vediamo come e perché.

In fatto. Decidendo in grado di appello, il Tribunale, in riforma della pronuncia di primo grado emessa dal Giudice di pace, rigettava l’opposizione proposta da [X] avverso il verbale di contestazione elevato dalla locale Polizia municipale, per la violazione dell’art. 7, comma 15, del codice della strada, per avere [X] sostato con la propria autovettura negli appositi spazi delimitati dalle strisce blu oltre il tempo stabilito, con un contrassegno attestante il pagamento del corrispettivo solo per l’ora precedente a quella dell’accertamento. Non rimaneva ad [X] che proporre ricorso per cassazione, affidandolo ad un unico motivo.

In motivazione. I giudici di Piazza Cavour hanno ritenuto infondata la tesi del ricorrente secondo cui chi paga il ticket ma non integra il versamento per le ore successive, incorrerebbe non già nella violazione del codice della strada, bensì soltanto in una violazione dell’obbligazione contrattuale sorta nel momento in cui si acquista il ticket, regolata dal codice civile. E ciò per le seguenti ragioni, a cui il Tribunale si è correttamente attenuto, sostengono gli Ermellini, ragioni che prendono le mosse dalla giurisprudenza della Corte dei Conti (Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, sentenza 19.122012, n. 888) con un orientamento recepito dalla giurisprudenza di legittimità. Il giudice contabile, ricordano gli Ermellini, ha affermato che la mancata contestazione della sanzione pecuniaria da parte dell’ausiliario del traffico, nel momento in cui è stata accertata la sosta del veicolo senza ticket comprovante il pagamento del corrispettivo dovuto oppure con tagliando esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato (che è pur sempre una fattispecie di mancato pagamento che il codice della strada sanziona, senza distinzioni), «configura una ipotesi di danno erariale per il Comune, rappresentato dal mancato incasso dei proventi che sarebbero derivati dalla applicazione della sanzione per violazione delle norme che disciplinano la sosta in aree a pagamento». «In questo quadro giurisprudenziale», rammenta la Suprema Corte, «va affermato il principio secondo cui, in materia di sosta a pagamento su suolo pubblico, ove la sosta si protragga oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa, si incorre in una violazione delle prescrizioni della sosta regolamentata, ai sensi dell’art. 7, comma 15, del codice della strada. Infatti, poiché l’assoggettamento al pagamento della sosta è un atto di regolamentazione della sosta stessa, la sosta del veicolo con ticket di pagamento esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato ha natura di illecito amministrativo e non si trasforma in inadempimento contrattuale, trattandosi, analogamente al caso della sosta effettuata omettendo l’acquisto del ticket orario, di una evasione tariffaria in violazione della disciplina della sosta a pagamento su suolo pubblico, introdotta per incentivare la rotazione e razionalizzare l’offerta di sosta».

In conclusione, sostare nelle strisce blu con il ticket esposto scaduto equivale a sostare negli appositi spazi senza ticket di guisa integrando un illecito amministrativo passibile di multa che, dunque, è, e rimane, assolutamente valida.

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