Strisce blu. Multa illegittima se la sosta si prolunga

strisce-blu-sosta-prolungata-assistenza-legale-roma

Argomento non nuovo ma che vale la pena ribadire, nel caso qualcuno se lo fosse perso.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nota del 06.05.2015, prot. n.2074, riscontrando le richieste sottoposte dal Comune di Lecce con riferimento alla sosta limitata o regolamentata ex art. 7 del CdS (avanzata dal Comune con la precedente nota del 03.03.2015 prot. n. 22353), ha precisato quanto segue.

«La disciplina del parcheggio all’interno dei centri abitati è materia di competenza del Comune, come previsto alle lettere e) ed f) del comma 1, art. 7 del Codice della Strada, e il Comune stesso può regolamentarla con una o più deliberazioni per meglio corrispondere alle specifiche esigenze di fruibilità e utilizzazione degli spazi da parte dei cittadini, anche in relazione alle caratteristiche delle aree alle quali detti spazi sono asserviti». «In merito alla richiesta relativa alla applicabilità, in caso di violazioni, della ipotesi sanzionatoria prevista dall’art. 7, comma 15, 2° periodo, del Codice della strada rispettivamente nel caso di sosta regolamentata secondo tali criteri ovvero non regolamentata e/o tariffata a tempo indeterminato si forniscono i seguenti approfondimenti…Nel caso di aree di parcheggio dove la sosta è consentita a tempo indeterminato e subordinata al solo pagamento di una somma, questo Ufficio ha più volte espresso il parere che il protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento non si sostanzia in una violazione di obblighi previsti dal Codice, ma si configura come un inadempienza contrattuale che comporta per l’Amministrazione creditrice un recupero delle tariffe non riscosse previa le procedure coattive previste ex lege e l’eventuale applicazione di una penale secondo quanto previsto nella regolamentazione ex art. 7, comma 1, lett. f). Si esprime infine parere positivo sulla possibilità di prevedere una “tolleranza” in caso di prolungamento della durata della sosta, senza la necessità di integrare il ticket o voucher prepagato rispetto alla tariffa oraria prestabilita. Si precisa comunque che se è prevista una “tolleranza”, nel caso di superamento in termini temporali della stessa, sia che si tratti di sosta a tempo limitato ovvero a tempo indeterminato ed a pagamento, questa dovrà concorrere nella determinazione della quantificazione dell’infrazione riguardante l’applicazione della procedura sanzionatoria, nel primo caso, ovvero l’eventuale azione di recupero della tariffa, nel secondo caso».

Le richieste del Comune di Lecce erano legate a sentenze [peraltro storiche] emesse al riguardo dal Giudice di Pace di Lecce (sentenza del 22.10.2007  n. 4285 ed ancora più recentemente del 17.07.2014 n. 2890) che avevano ritenuto che, dal combinato disposto degli artt. 6, comma 4, lett. d) e 7, comma 1, lett. a) e comma 15, del Codice della Strada, non è possibile dedurre che il mancato rinnovo del pagamento del parcheggio sia stato autonomamente e specificatamente sanzionato dal nostro Legislatore; tale condotta potrà avere, al limite, solo rilevanza civilistica, come per la sosta in aree di parcheggio meccanizzato. «L’individuazione di aree di sosta condizionata al pagamento del ticket implica soltanto il pagamento, che nel caso di specie non è in contestazione, e non anche il rinnovo alla scadenza del tempo pagato». Il che comporta inequivocabilmente che la «ipotesi dell’omesso rinnovo del parcheggio può al più essere equiparato ad un rapporto di natura privatistica simile a quello previsto per la sosta in aree di parcheggio meccanizzato, sicché può e deve essere richiesto il pagamento per il periodo di tempo residuale non pagato che è cosa diversa dalla sanzione per omesso pagamento della sosta».

Ciò in quanto non esiste una norma dell’ordinamento che equipari il mancato rinnovo all’omesso pagamento, ha sentenziato il giudice.

Investito della questione, il Ministero dei Trasporti, nella nota in commento, ha risposto che la lacuna del codice della strada deve essere colmata a livello locale. Nonostante ciò, gran parte dei Comuni italiani, non ha ancora emesso i regolamenti disciplinanti la sosta a pagamento, con conseguente nullità delle contravvenzioni eventualmente elevate.

Impugnata così la multa da parte dell’automobilista, il Comune dovrà esibire, quando adottata, una copia autentica della ordinanza disciplinante la sosta a pagamento, pena la nullità della sanzione comminata. E l’ordinanza deve contenere, oltre all’indicazione della tariffa, ulteriori elementi tra i quali, a titolo esemplificativo: il diverso regime della sosta a seconda delle differenti zone urbane, un regime che distingua i residenti dai non residenti, i giorni della settimana in cui è previsto il pagamento nonché le fasce orarie in cui lo stesso va effettuato.

Ciò posto, resta da dire che già prima della circolare ora in commento il Ministero aveva ufficializzato la sua posizione in merito alle multe nel caso di sosta prolungata oltre l’orario consentito, a far data dal 20 marzo 2014, a mezzo di un comunicato stampa. Per il Ministero (in risposta ad una interrogazione parlamentare), l’utente che paga fino ad un determinato orario, ma la sosta si prolunga, non compie una «violazione di una norma di comportamento» ma piuttosto una «inadempienza contrattuale», di talché dovrebbe andare incontro giammai a una multa ma solo alla integrazione della tariffa. Nessuna sanzione in quanto, «in materia di sosta, gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall’art. 157, comma 6, e precisamente l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l’obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo art. 157, comma 8, del Codice medesimo».

Trattandosi di un comunicato stampa, lo stesso era privo di valore normativo; oggi invece, dal momento in cui il Ministero ha risposto con un atto ufficiale, la multa per aver sostato oltre l’orario consentito è, come visto, illegittima.

Pertanto, sempre che non la si sia pagata, ché in questo caso non è possibile agire per ottenere la restituzione dell’importo corrisposto, si potrà proporre ricorso per ottenere l’annullamento del verbale elevato, al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica ovvero dinanzi al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale o dell’ordinanza-ingiunzione del Prefetto.

Condividi sui socials:Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *