Social Card 2016. Disoccupati

Si tratta di una carta acquisti straordinaria, che non va confusa con la social card ordinaria di 40 euro al mese, e che ha la funzione di sostegno economico, predisposta dalla Legge di Stabilità 2016, per i nuclei familiari con disagio economico, in cui un membro risulti disoccupato.

La card disoccupati, in realtà, era già stata prevista, esattamente dal 2013, inizialmente in via sperimentale solo in alcune città ed in alcuni comuni; estesa nel 2014 al Sud Italia ma, di fatto, non si è ancora proceduto alla sua attuazione.

Nel sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 26 gennaio 2015 è apparso il seguente comunicato stampa: «Politiche sociali: Social Card Disoccupati 2015; Ministero, non è ancora possibile presentare domande. Diversi siti internet hanno diffuso la notizia che in tutti i comuni delle otto Regioni del sud Italia, vale a dire Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Molise, Campania e nelle 12 città in cui è stata avviata la sperimentazione della nuova social card, vale a dire, Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona, è possibile presentare domanda per richiedere la così detta social card disoccupati 2015. Alcuni siti internet, ad esempio www.guidafisco.it www.retenews24.it www.newslavoro.com e www.lavoroeconcorsi.com, hanno anche pubblicato dei documenti da stampare e portare presso gli uffici postali, che non sono più validi poiché potevano essere utilizzati  solo per richiedere l’accesso al beneficio della così detta social card sperimentale avviata nelle 12 città più grandi di Italia.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce, al riguardo, che allo stato attuale l’estensione della misura nelle Regioni del mezzogiorno è tuttora in via di definizione, pertanto non è possibile presentare domande».

Pertanto, in attesa della emanazione del decreto attuativo da parte del Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che indicherà il meccanismo della domanda, confermando i requisiti di accesso e le modalità di richiesta e mettendo altresì a disposizione degli interessati il modulo di domanda, vediamo in concreto di cosa si tratta.

La social card disoccupati, ex social card sperimentale, dà diritto ad un sostegno variabile da un minimo di 231 ad un massimo di 404 euro al mese, in base al numero dei componenti il nucleo familiare ed al reddito Isee 2015. Tale beneficio viene erogato agli aventi diritto, in possesso dei requisiti, che abbiano presentato apposita domanda a mezzo di un modulo compilato presso gli sportelli di Poste Italiane.

Si presenta come una carta prepagata ricaricabile, affiliata al circuito Mastercard: viene ricaricata mensilmente dall’INPS e dal Comune di residenza (se vi sono, come detto, i fondi) e può essere utilizzata per i pagamenti Pos, per pagare ad esempio le bollette di luce o gas, ovvero per prelievi presso gli sportelli Postamat.

Ma vediamo in che termini viene erogato l’importo:

  • •231 euro per le famiglie con 2 componenti;
  • 281 euro per le famiglie con 3 componenti;
  • 331 euro per i nuclei familiari composti da 4 componenti;
  • 404 euro per le famiglie composte da più di 5 persone.

Il contributo economico è erogato dall’INPS ogni 2 mesi e per 12 mesi.

Il nucleo familiare del richiedente deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

  • avere nel nucleo familiare almeno un componente con meno di 18 anni (la priorità, a parità di requisiti, viene data ai nuclei monogenitoriali e figli minorenni, a nuclei con 2 figli minorenni e in attesa del terzo, e quelli con minori con disabilità);
  • essere cittadino italiano o comunitario (o extracomunitario con permesso di soggiorno di lunga durata);
  • avere un reddito Isee inferiore a 3000 euro, con un patrimonio mobiliare ai fini Isee inferiore a 8mila euro;
  • non avere alcun veicolo immatricolato nei 12 mesi precedenti;
  • non avere autoveicoli superiore a 1300cc o un motoveicolo superiore a 250CC immatricolati nei 36 mesi precedenti;
  • •non si deve già percepire altri sussidi mensili, previdenziali o assistenziali che superino i 600 euro, pensioni comprese;
  • se si possiede una casa di proprietà il valore ai fini IMU non deve superare i 30 mila Euro;
  • i componenti del nucleo familiare devono risultare disoccupati al momento della domanda;
  • nei 36 mesi precedenti almeno un membro del nucleo familiare deve essere stato in una delle seguenti condizioni: in caso di lavoro dipendente cessazione del lavoro, in caso di lavoro autonomo cessazione dell’attività, in caso di lavoratori con contratti flessibili aver lavorato almeno 180 giorni.

La domanda dovrà essere presentata presso il Comune di residenza entro la data indicata in ciascun bando comunale.

Nella domanda, l’interessato deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, di essere in possesso di tutti i requisiti sia personali che dell’intero nucleo familiare, previsti dalla legge, allegando la dichiarazione Isee e lo stato di famiglia, documenti dai quali gli organi preposti potranno verificare lo stato di difficoltà ed il rientro nei requisiti necessari per questa forma di sussidio.

Il Comune di residenza, fermi restando i requisiti previsti dalla legge, potrà decidere di limitare l’elenco nell’ambito dei nuclei familiari già assistiti dai propri servizi, individuati sulla base di precedenti avvisi pubblici o regolamenti con finalità analoghe a quelle della sperimentazione.

Al termine delle verifiche sui requisiti effettuate dall’Inps e dai Comuni, l’Inps individuerà i nuclei familiari beneficiari nei limiti della quota di risorse attribuite a ciascun Comune e determinerà l’importo del beneficio in relazione alla numerosità del nucleo familiare.

Sarà l’Ente Poste a dare comunicazione ai richiedenti dei nuclei familiari rientranti in graduatoria utile, con l’invito a ritirare, recandosi presso un Ufficio Postale, la propria carta in cui sarà già stato accreditato l’importo relativo al primo bimestre utile.

Nel caso la domanda non venga accettata, il Comune invierà opportuna comunicazione ai richiedenti, con indicazione delle motivazioni.

Il Comune renderà nota la graduatoria provvisoria, integrata sia dei controlli propri che di quelli effettuati dall’INPS, costituita dall’elenco dei nuclei potenziali beneficiari e compilata sulla base di tutte le verifiche effettuate e dei criteri di precedenza stabiliti.

Eventuali ricorsi contro l’esclusione dalla graduatoria provvisoria, o l’inserimento in graduatoria provvisoria in posizione errata, potranno essere presentati al Comune di residenza e solo dopo la loro definizione l’Inps stabilirà il numero massimo di nuclei realmente rientranti nella sperimentazione, in base alle risorse attribuite al singolo Comune.

Previsto per fine mese di marzo, ora si dice che il progetto dovrebbe attivarsi per giugno 2016.

Seguiranno aggiornamenti.

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