Sinistro stradale: La responsabilità in caso di retromarcia

La manovra di retromarcia viene disciplinata dall’art. 154 del Codice della Strada e lo stesso la classifica come condotta di guida altamente rischiosa e pericolosa.

Recentemente la Suprema Corte di Cassazione, sez. IV Penale, si è espressa con la sentenza n°36039/2015 su di un caso di sinistro stradale causato da conducente in esecuzione di manovra di retromarcia.

Nel caso sottoposto all’attenzione degli ermellini il conducente di un mezzo pesante, non rendendosi conto della presenza di un pedone alle sue spalle, nel fare retromarcia lo ha investito, causandone il decesso.

La Corte ha stabilito che l’automobilista che, effettuando la retromarcia provoca un sinistro, è sempre colpevole avendo, lo stesso, l’obbligo di dare la precedenza ai veicoli ed ai pedoni e conseguentemente, altresì, l’obbligo a risarcire i danni materiali e morali da lui causati.

La retromarcia è stata identificata come una manovra pericolosa e ad alto coefficiente di difficoltà e, quindi, il soggetto che la effettua deve prestare sia severi doveri di prudenza, cercando di prendere in considerazione il verificarsi di ogni evento, anche quello imprevedibile, per evitare di arrecare danno all’incolumità di persone e/o mezzi; e sia di diligenza per far fronte ad eventuali situazioni di pericolo, anche nel caso in cui queste situazioni siano determinate da comportamenti irresponsabili posti in essere da altri soggetti, dato che la fiducia di un conducente nel fatto che altri si attengano alle prescrizioni dettate dal legislatore, se mal riposta, costituisce di per sé una condotta inoperosa.

Tale pericolosa manovra non deve essere effettuata quando il conducente del mezzo non sia in grado di dominare visivamente tutto lo spazio retrostante da impegnare e, quindi, di regolare il movimento del veicolo in relazione alla presenza di eventuali ostacoli. Ne deriva che i conducenti di veicoli che, per ragioni varie, non siano in grado di assicurare le condizioni standard di sicurezza, devono adottare tutti gli accorgimenti sufficienti e necessari per non concretizzare eventi di rischio e pericolo. Tra le soluzioni pratiche da poter adottare vi è, anche, la collaborazione di una terza persona per aiutare colui che esegue la manovra. Quest’ultima non deve essere compiuta in assenza di soluzioni adeguate ed altamente prudenziali, che non espongano oltre il consentito l’integrità fisica e morale di coloro che, per qualsiasi motivo, si vengano a trovare sulla linea di arretramento senza essere viste. Ne consegue che non sono ritenute delle cause giustificative né la scarsa visibilità, adducendo a propria discolpa di non aver visto un ostacolo presente sulla strada, e né l’assenza di sensori di parcheggio sul veicolo che effettua la retromarcia.

Da tutto ciò deriva una sostanziale responsabilità per chi viene coinvolto o causa un sinistro mentre procede in retromarcia, e di conseguenza comporterà nella quasi totalità dei casi il torto nella ripartizione delle responsabilità.

Le chance per l’automobilista di salvarsi dalla condanna per il risarcimento del danno sono quasi pari allo zero.

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