Notifica nulla se l’agente non si reca prima presso l’abitazione o sede contribuente

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Notifica a mani proprie dell’avviso di accertamento: è nulla se l’agente della notificazione non si è recato prima nella casa di abitazione o nella sede del contribuente

Commissione Tributaria Regionale di Genova, Sez. 1, 18.01/04.02.2016 n. 182

La Commissione Tributaria Regionale Ligure ha accolto il ricorso di una società contro un avviso di accertamento con il quale erano stati chiesti – per l’anno 2008 – un maggiore versamento di Ires, Irap e Iva, per il quale la stessa appellante aveva proposto in primo grado ricorso che era stato rigettato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Genova.

Contrariamente a quanto deciso dai giudici di primo grado, la Ctr ha accolto l’appello sotto il profilo della insanabile nullità della notifica dell’atto impugnato.

Il fatto. La società appellante ha affidato il proprio ricorso, tra i vari motivi di appello riproposti per impugnare la sentenza della Ctp, a quello riguardante la ‘inesistenza dell’atto impugnato’, concludendo «che la notifica [dell’avviso di accertamento impugnato] è radicalmente nulla o giuridicamente inesistente». La società ha lamentato la violazione dell’articolo 138 c.p.c. che, nella nuova versione, «stabilisce che la notifica a mani proprie del destinatario non è più generalmente possibile, dovendo la notificazione essere effettuata di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione, e solo se ciò non fosse possibile, ovunque lo trovi nell’ambito della circoscrizione». Nella specie, come risultava dalla relata di notifica, questa era avvenuta in luogo diverso da quello indicato dalla legge poiché all’indirizzo indicato non aveva sede la società e non vi era né l’abitazione né l’ufficio né l’azienda del legale rappresentante. L’appellante, dunque, sostiene essere affetta da nullità la notifica effettuata dall’agente notificatore che non si era previamente recato presso il domicilio o la sede del contribuente. Inoltre, secondo la società appellante, non sarebbe configurabile un’eventuale sanatoria, perché l’istanza di accertamento con adesione è stata presentata in data 02.01.2014, e il ricorso proposto nell’aprile 2014, ovverosia oltre «la data di decadenza dell’azione dell’amministrazione finanziaria».

In diritto. La Commissione, dopo aver rilevato che «la notifica dell’atto impugnato è avvenuta in un luogo diverso da quello indicato dalla legge, poiché all’indirizzo di piazza Rossetti 4/2 non ha sede la società e non vi è né abitazione, né ufficio, né azienda del suo legale rappresentante», si sofferma sulle osservazioni poste dall’ufficio «che richiama l’art. 60 del DPR 600/1973, in base al quale la notificazione va fatta al domicilio fiscale del destinatario, salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie». Tale norma, però, a parere del Collegio, si scontra con l’art. 138 c.p.c., nel suo nuovo testo in vigore dal 2004, secondo cui «la notifica a mani proprie del destinatario non è più generalmente possibile…dovendo la notificazione dell’atto essere effettuata di regola mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario, presso la casa di abitazione, oppure, se ciò non sia possibile, nell’ambito della circoscrizione dell’ufficio giudiziario al quale è addetto». «L’Ufficio, nelle sue controdeduzioni», proseguono i giudici, «afferma che ove il messo trovi il destinatario in luogo diverso dalla sua abitazione, lì può avvenire la consegna, ma ciò non è in linea con il disposto normativo poiché, nel caso all’esame, l’agente della notificazione non si è recato in piazza Rossetti 2/2, dov’è la sede della società e dove abita l’amministratore, in quanto, nella relata di notifica, non c’è alcun previo accesso alla casa di abitazione di cui sopra e non si fa quindi accenno alcuno all’impossibilità della notifica». Per i giudici liguri, tuttavia, poiché la consegna è avvenuta a persona collegata alla società, non si è configurata l’ipotesi di inesistenza della notifica ma quella della nullità.

I giudici poi, allineandosi nel solco della giurisprudenza delle Sezioni Unite della Cassazione (n.19854/2004), ritengono che la proposizione del ricorso non ha sanato la decadenza in cui sarebbe incorsa l’amministrazione finanziaria, in quanto l’istanza di accertamento con adesione è stata presentata in data 02.01.2014 e il ricorso è stato proposto nel mese di aprile 2014, ben oltre la data del 31.12.2013 «in cui era maturata la decadenza dell’Amministrazione Finanziaria dal potere di rettifica della dichiarazione».

La Commissione accoglie l’appello [sotto il profilo della nullità della notifica, insanabile, alla luce delle argomentazioni esposte], e per l’effetto annulla l’accertamento impugnato.

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