Non serve l’amministratore di sostegno giustificato solo dalla casa sporca

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Non serve l’amministratore di sostegno unicamente giustificata dal fatto che l’abitazione ove vive l’interessato non brilla per igiene e pulizia

Tribunale di Modena, II Sezione Civile, 05.02.2016

Alla attenzione del giudice la richiesta del Servizio sociale di nomina di un amministratore di sostegno a favore di una persona «affetta da disturbo schizoide di personalità in oligofrenia lieve», che viveva «sola in un casale di campagna dotato di piccolo appezzamento di terreno, unitamente ai suoi animali (galline ed un cane)».

Il Tribunale ha respinto la richiesta essendo emerso che l’interessato «effettua periodicamente le visite ed i colloqui presso il C.S.M., viene seguito dal medico di base, è visitato dalle assistenti sociali che lo aiutano nel riordino e pulizia della casa. Il XY gode di autonomia, come hanno riconosciuto i parenti ascoltati in udienza, utilizza una microcar per gli spostamenti e gode di modesta pensione (Euro 279 mensili)».

Tutte circostanze che hanno indotto il Giudice a ritenere la patologia mentale presupposto necessario ma non sufficiente per la nomina dell’amministratore di sostegno, nella specie non risultando il soggetto impossibilitato a compiere gli atti della vita quotidiana.

Una limitata capacità di agire della persona non può essere desunta «dal fatto che l’abitazione ove egli vive non brilla per igiene e pulizia complessiva».

Infatti, ha concluso il Tribunale, richiamando all’uopo varia giurisprudenza di merito a conforto, «la misura protettiva non è attivabile in presenza di rete sociale attenta e vigile di idoneo supporto alla persona, non ravvisandosi il requisito dell’impossibilità gestionale».

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