Non è valida la messa in mora inviata all’assicurazione via fax

Corte di Cassazione, Sez. III, 27.07.2015 n. 15749

E’ possibile mettere in mora una Compagnia di assicurazioni attraverso l’invio di un fax ?

A questa domanda ha risposto la Suprema Corte di Cassazione che ha precisato, con la sentenza in commento, che, in caso di danni subìti a seguito di incidente stradale, la diffida con la richiesta di risarcimento alla Compagnia di assicurazioni non può essere validamente inviata via fax perché attraverso il fax non è possibile fornire idonea prova della ricezione da parte del destinatario, di talché, a richiesta nulla, svanisce ogni diritto al risarcimento dei danni conseguiti dopo un sinistro.

In caso di contestazione, cioè, il fax non è prova di avvenuta ricezione, diversamente da quanto accade per gli strumenti di comunicazione ordinari, quale la lettera raccomandata con ricevuta di ritorno che costituisce, invece, strumento adeguato per adempiere alla condizione di procedibilità, non potendosi prescindere, per la Suprema Corte, dagli strumenti di comunicazione espressamente indicati dal Codice delle Assicurazioni.

Gli Ermellini, oltre ad aver ritenuto irrilevanti i tentativi del danneggiato di provare che la Compagnia avesse in effetti ricevuto la messa in mora, non hanno neppure attribuito importanza alcuna alla circostanza che l’Assicurazione interessata avesse fatto esaminare l’auto coinvolta dal sinistro da un proprio perito ed altresì sottoposto a visita medica il soggetto per le lesioni personali provocate in seguito all’incidente: tali iniziative non sono state considerate dalla Corte idonee ad essere messe in relazione univoca con la ritualità della messa in mora.

La concisione del testo induce alla seguente notazione, circa le modalità con cui inviare la diffida.

Infatti, il caso sottoposto alla attenzione degli Ermellini riguardava una vicenda risalente al 1989 e per questo nella sentenza si fa riferimento al vecchio art. 22 della legge n.990/1969 [“L’azione per il risarcimento di danni causati dalla circolazione dei veicoli o dei natanti, per i quali a norma della presente legge vi è obbligo di assicurazione, può essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni da quello in cui il danneggiato abbia chiesto all’assicuratore il risarcimento del danno, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, anche se inviata per conoscenza”]; tuttavia, l’utilizzo della raccomandata a/r oggi è pure previsto dall’art. 145 del nuovo Codice delle Assicurazioni, di cui al d.lgs. n. 209/2005.

Ciò posto, e nel tempo attuale, può essere inviata, e che valore ha, la diffida inoltrata a mezzo Posta Elettronica Certificata (PEC) ? Trattandosi di un sistema che consente di inviare e-mail con valore legale, equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dalla vigente normativa (D.P.R. 11 Febbraio 2005 n.68), tutto induce a ritenere la raccomandata equiparabile alla messa in mora inviata via PEC dal danneggiato, o dal suo procuratore, alla compagnia assicurativa; tuttavia, sembra opportuno suggerire di controllare che nel contratto sia stata inserita tale opportunità poiché, in caso contrario, potrebbe restare esclusa.

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