Nel giudizio di regolamento di confini, il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali costituisce un sistema di accertamento di carattere sussidiario

Corte di Cassazione, Sez. II, 19.11.2015 n. 23682

Gli Ermellini, con riferimento ad un giudizio di regolamento di confini, “che ha per oggetto l’accertamento di un confine obiettivamente e soggettivamente incerto tra due fondi”, inserendosi nel solco di un orientamento costante ed uniforme, hanno motivato nel senso che “il giudice ha un ampio potere di scelta e di valutazione dei mezzi probatori acquisiti al processo, in ordine ai quali il ricorso alle indicazioni delle mappe catastali costituisce un sistema di accertamento di carattere meramente sussidiario, al quale, cioè, si pone riferimento solo in assenza di altri elementi idonei alla determinazione del confine”.

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della parte, soccombente in primo e secondo grado, che aveva denunciato che la sentenza, in violazione dell’art. 950 cod. civ., aveva attribuito rilevanza decisiva alle indicazioni delle mappe catastali, che peraltro erano in contrasto con quanto emerso dal frazionamento allegato e richiamato negli atti di acquisto, le cui risultanze erano confortate dalle deposizioni testimoniali e dalla documentazione, che il ricorrente sosteneva, tanto le une quanto l’altra, non essere state esaminate dai Giudici di merito.

Nella parte motiva gli Ermellini hanno, quindi, precisato che la sentenza della Corte territoriale “nel recepire acriticamente le risultanze della consulenza, ha omesso di esaminare e valutare gli elementi emersi dalle deposizioni testimoniali, alla stregua dei quali avrebbe potuto (e dovuto) essere svolta o integrata l’indagine dell’ausiliario nella determinazione del confine e, quindi, nella esatta estensione dei fondi. Ed invero, non sono state in alcun modo verificate le circostanze riferite dai testi sulla costruzione del muro realizzato dal convenuto sul confine ovvero ancora sulle indicazioni in proposito contenute nei progetti allegati alle domanda di concessione edilizia. Appare veramente apodittica e incomprensibile la affermazione secondo cui la rappresentazione catastale sarebbe espressione della volontà delle parti, quando, come si è visto, questa era consacrata nei rogiti di acquisto in cui la estensione dei fondi era difforme da quella catastale e che era stata determinata a seguito di variazioni disposte dall’Ufficio”.

Da ciò è conseguito l’accoglimento del ricorso.

Si tratta, comunque e come sopra cennato, di una decisione che si inserisce nel solco di un orientamento conforme. Infatti, sulla funzione sussidiaria delle mappe catastali è intervenuta più volte la Suprema Corte precisando (Sezione II, 06.11.2014, n. 23695) che il frazionamento evincibile dai titoli di provenienza, anche se semplicemente richiamato, costituisce elemento utile per stabilire la linea di confine tra fondi limitrofi “Secondo l’orientamento di questa Corte, infatti, in tema di azione di regolamento di confini, per l’individuazione della linea di separazione fra fondi limitrofi la base primaria dell’indagine del giudice di merito è costituita dall’esame e dalla valutazione dei titoli d’acquisto delle rispettive proprietà; solo la mancanza o l’insufficienza di indicazioni sul confine rilevabile dai titoli, ovvero la loro mancata produzione, giustifica il ricorso ad altri mezzi di prova, ivi comprese le risultanze delle mappe catastali (Cass. 9-10-2006 n. 21686; Cass. 15-11-2007 n, 23720; Cass. 6-5-2013 n. 10501)” ed ancora (Sezione II, sentenza n. 19093/2012), che l’azione di regolamento di confini può essere definita dal giudice mediante i rilievi compiuti sul terreno e sulla base del piano regolatore.

In altri e più chiari termini, l’art. 950 cod. civ. consente al Giudice di ricorrere al sistema di accertamento mediante le mappe catastali solo in caso di obiettiva ed assoluta mancanza di prove idonee a determinare il confine in modo certo, in quanto in tale materia le mappe catastali costituiscono solo un elemento probatorio di carattere suppletivo.

Pertanto, quando gli altri elementi probatori permettono l’individuazione del confine reale, tali elementi prevalgono sui dati tratti dalle mappe catastali ed il riferimento ad esse deve ritenersi non necessario.

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