Multa per eccesso di velocità rilevata da autovelox

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Multa per eccesso di velocità rilevata a mezzo autovelox. Il Comune deve dimostrare che l’apparecchio è stato sottoposto a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura

Cass. Civ., II Sez., 16.05.2016, n. 9972

La sentenza in commento riguarda l’argomento degli autovelox, e della necessità che vengano sottoposti periodicamente a verifiche di funzionalità e di taratura, tornato a far discutere dopo la sentenza shock della Corte Costituzionale n. 113, depositata il 18 giugno 2015, che, dichiarato incostituzionale l’articolo 45, comma 6, del Codice della Strada, nella parte «in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche di funzionalità e di taratura», ha stabilito un principio fondamentale, ovverosia che tutti gli autovelox vanno sottoposti a controlli, senza alcuna distinzione tra dispositivi fissi e mobili. Fino a detta sentenza dei giudici costituzionali, infatti, complici i principi fissati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il controllo periodico e la taratura erano necessari solo per i rilevatori di velocità fissi, e non anche per quelli impiegati sotto il controllo costante dagli operatori, ovvero le cosiddette postazioni mobili. Fino a detta sentenza, appunto.

In fatto. All’esame degli Ermellini il ricorso di una donna che, ricevuta una multa dalla polizia municipale per eccesso di velocità rilevato a mezzo di autovelox, aveva proposto opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione che era stata accolta dal Giudice di Pace che aveva annullato il provvedimento impugnato. Adìto poi dal soccombente Comune il Tribunale, questo confermava l’ordinanza-ingiunzione, rigettando l’opposizione. La donna quindi proponeva, avverso la sentenza di appello, ricorso per cassazione affidandolo a quattro motivi.

In diritto. La ricorrente, con il quarto motivo, che è stato poi [l’unico] accolto, deduce violazione e falsa applicazione di norme di diritto per avere il Tribunale omesso di considerare che il Comune convenuto non aveva fornito la prova di aver provveduto alla taratura annuale dell’apparecchio utilizzato per la rilevazione della velocità. Gli Ermellini, all’uopo richiamando la sentenza della Corte Costituzionale n. 113/2015, cassando con rinvio la sentenza sul punto, ritengono «Alla stregua di tale pronuncia di incostituzionalità, che ha effetto retroattivo ed è quindi applicabile ai giudizi pendenti, deve ritenersi che l’art. 45 comma 6 del codice della strada, come integrato dalla pronuncia della Corte costituzionale, prescriva la verifica periodica della funzionalità degli autovelox e la loro taratura». Di talché la sentenza impugnata, che, conformandosi alla giurisprudenza della Suprema Corte allora vigente, non aveva ritenuto necessaria la taratura periodica del dispositivo di rilevazione automatica, viene dunque cassata sul punto affinché il Tribunale, in persona di altro giudice, accerti se, nel caso di specie, «l’apparecchiatura utilizzata per l’accertamento dell’infrazione stradale era stata sottoposta alla verifica periodica di funzionalità e di taratura».

Sarà dunque il Comune a dover dimostrare di aver sottoposto l’apparecchiatura a verifiche periodiche.

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