Inasprimento delle pene per i reati contro gli animali

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Inasprimento delle pene per i reati contro gli animali. presentata il 02.08.2016 la proposta di legge alla camera dai deputati M5S

La crudeltà sugli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini“, il deputato Vittorio Ferraresi cita il poeta latino Publio Ovidio Nasone nella sua pagina Facebook per segnalare la proposta di legge presentata, unitamente ad altro deputato, Paolo Bernini, entrambi di M5S, sull’inasprimento delle pene per i maltrattamenti sugli animali e per la tutela degli habitat, mirando altresì ad introdurre altre fattispecie di reato, come il maltrattamento sessuale di animali e l’organizzazione di spettacoli vietati (a titolo esemplificativo, i combattimenti), la sospensione dell’attività per allevatori e imprenditori condannati per crimini contro gli animali, oltre al maltrattamento colposo per chi, ad esempio, lasci in macchina un animale ad altissime temperature e ne provoca la morte, anche involontariamente.

La proposta resterà in discussione per sessanta giorni sul portale Lex del M5S in modo che chiunque possa far pervenire idee, critiche o contributi; dopo i richiamati sessanta giorni gli stessi parlamentari presenteranno la proposta rivista, in via definitiva.

Lo stesso On. Bernini ricorda il recente ed agghiacciante fatto di cronaca che ha riguardato le sevizie inflitte ad un cane massacrato in Calabria, Angelo, impiccato e ripetutamente colpito alla testa con una mazza ferrata, come riprese in un video postato su Facebook, al quale altri ne sono seguiti che testimoniano i continui episodi di tortura subiti dagli animali nel nostro Paese, in particolare quello a Ostia, nel litorale romano, che mostra un cane agonizzante a terra, dopo essere stato colpito alle zampe con un bastone, nel tentativo, inutile, di rialzarsi.

Non ci sono più ora soltanto testimoni a raccontare le atroci sofferenze patite dagli animali ma, come afferma l’associazione Animalisti Italiani Onlus, ci sono nuovi filmati che mostrano episodi di tortura subiti dagli animali. “Questi episodi – afferma il presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus Walter Caporale – confermano la necessità di continuare la battaglia per il cambiamento dell’attuale legge italiana. Le immagini di Ostia si aggiungono a quelle delle sevizie al cane Angelo, purtroppo ancora impresse nella nostra memoria. Ora bisogna agire senza fare sconti a nessuno”.

Sullo slancio della campagna «Pene più dure per chi maltratta gli animali» dell’associazione Animalisti Italiani Onlus, la proposta di legge dei pentastellati, che mira a colpire i gravissimi e continui maltrattamenti subiti dagli animali in svariate modalità – canili lager, bracconaggio, allevamenti illegali, macellazione rituale, circhi, zoo, delfinari – tenuto altresì conto che la legislazione italiana ha finora risposto a detti maltrattamenti con pene particolarmente esigue.

I firmatari ricordano che in Italia il reato di maltrattamento prevede da 3 a 18 mesi di carcere ‘o’ la multa da 5.000 euro a 30.000 euro, a differenza di quanto accade in altre nazioni europee (ad esempio in Francia, Germania, Svizzera e Svezia) dove la ‘o’ è sostituita da una ‘e’. Ciò significa che il carcere, a cui non si ricorre quasi mai in Italia, in quei paesi va ad aggiungersi all’ammenda pecuniaria.

L’obiettivo della proposta di legge, rubricata ‘Modifiche al codice civile, penale, alla legge n. 189/2004 e alla l. n. 157/1992 in materia di tutela degli animali” è che la pena della reclusione non possa essere commutata in pena pecuniaria, e che vengano attivati percorsi rieducativi per chi commette un tal genere di violenze, ad esempio in strutture come i canili, nelle quali provare a sviluppare un sentimento di empatia con quegli stessi esseri viventi da loro brutalmente maltrattati.

Gli On.li Ferraresi e Bernini rilevano dunque la necessità di pene più severe per reati già esistenti come l’abbandono, il furto e la vendita di animali, la violazione dei divieti sulla caccia, l’uccisione di specie protette.

L’assenza dello Stato e della corretta applicazione delle normative favoriscono anche la diffusione di comportamenti illegali e precostituiscono terreno fertile per lo sviluppo di attività su cui la zoomafia esercita il suo ruolo, spesso in modo indisturbato, anche per l’omertà e la costante omissione di intervento proprio delle stesse autorità che sarebbero preposte all’applicazione e al rispetto delle norme” – dichiara il Portavoce Parlamentare 5 stelle Paolo Bernini che prosegue: “La scienza e l’FBI hanno riconosciuto il maltrattamento e l’uccisione degli animali come importanti segnali di devianza psicologica, prodromici ai crimini commessi contro la società e, generalmente, contro la parte più fragile di essa: chi uccide un animale può uccidere bambini, anziani, donne. E’ quindi necessario pretendere che questi crimini siano considerati campanelli d’allarme e siano adeguatamente indagati per impedire che la spirale di violenza possa continuare ad agire, senza confini di specie. L’ultimo fatto di cronaca agghiacciante che riguarda la barbara uccisione del cane Angelo, avvenuta per mano di 4 adolescenti (tutti per altro identificati e ancora a piede libero), dimostra che è fondamentale, oltre al giusto sentimento di rabbia e del desiderio di sfogarla, comprendere da cosa nasca tutta questa violenza. Per cambiare le cose è necessario comprendere come e da dove derivino certi comportamenti e pretendere a certezza delle pene, esattamente come abbiamo fatto in questa proposta di legge”.

«Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità. Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano. Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli» (Albert Schweitzer, 1875-1965).

Già, siamo tutti colpevoli !

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