Imputazione dei pagamenti

Nulla quaestio nel caso in cui un debitore debba adempiere una sola obbligazione nei confronti del creditore, ma cosa accade se uno stesso debitore abbia più obbligazioni verso il medesimo creditore e, presentandosi al creditore, gli rappresenti di voler eseguire un solo pagamento ? a quale delle obbligazioni, detto pagamento, va imputato ?

Soccorrono, al riguardo, gli artt. 1193 e seguenti del codice civile che indicano una serie di criteri idonei a risolvere il problema, presupponendo comunque la preesistenza di una pluralità di rapporti obbligatori tra le parti stesse, ed assolvendo alla funzione di individuare il debito, tra i più, a cui l’adempimento di riferisce. In assenza di tale pluralità di rapporti, va da sé che la relativa disciplina non possa essere utilizzata (Cass. Civ., Sez. II, 15.10, 2013 n. 23341).

Anzitutto, i differenti debiti, verso l’unico creditore, devono essere dello stesso genere.

È al debitore (art. 1193, I comma, cod. civ.) che viene data in primo luogo facoltà di imputare il pagamento al debito che intende soddisfare nei confronti del creditore, e sempre con il consenso di quest’ultimo, ché rimane comunque legittimato a rifiutare un adempimento parziale.

Laddove però il debitore non eserciti tale facoltà, l’eventuale imputazione spetta al creditore in sede di rilascio della quietanza (così è desumibile dall’art. 1195 cod. civ.) ed in questo caso, qualora il debitore accetti la quietanza, accetta implicitamente anche la scelta compiuta dal creditore in ordine all’imputazione del pagamento, non potendo più pretendere una diversa imputazione, salvo il caso in cui vi sia stato dolo o sorpresa da parte del creditore, e ciò in virtù del principio del favor debitoris, ulteriormente rafforzato dalla legge quando la facoltà di scelta passa al creditore, volendosi tutelare comunque il debitore dal creditore che, approfittando della sua fiducia, contrariamente a quanto dichiarato espressamente o indirettamente all’atto dell’accettazione del pagamento, indichi poi nella quietanza una diversa imputazione rispetto a quella dichiarata.

In mancanza di entrambe le dichiarazioni, il pagamento deve essere imputato: tra più debiti di cui uno solo scaduto, al debito scaduto; tra più debiti ugualmente scaduti l’imputazione va al debito meno garantito; tra più debiti ugualmente garantiti e scaduti va al debito più oneroso e, in difetto di tali criteri di scelta, al debito più antico. A parità di tali condizioni l’imputazione va effettuata proporzionalmente in relazione a ciascun debito.

Il potere di scelta del debitore è invece limitato nel caso di imputazione del pagamento alle diverse componenti di un debito pecuniario (costituito da capitale, interessi, spese); in questo caso, secondo l’articolo 1194 cod. civ., il pagamento andrà necessariamente imputato agli interessi o alle spese, e non al capitale, a meno che il creditore non vi consenta.

L’articolo ora richiamato, infatti, così recita : “Il debitore non può imputare il pagamento al capitale, piuttosto che agli interessi e alle spese, senza il consenso del creditore. Il pagamento fatto in conto di capitale e d’interessi deve essere imputato prima agli interessi”.

E ciò in quanto l’imputazione della somma capitale deve essere necessariamente preceduta dal versamento dei relativi interessi per impedire un inevitabile pregiudizio per il patrimonio del creditore tenuto conto che la parte obbligata alla prestazione pecuniaria prima deve eliminare gli accessori – che fanno carico al debitore ai sensi dell’art. 1196 cod. civ. – e successivamente estinguere il debito relativo al capitale.

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