Illegittima la sanzione elevata con l’autovelox se il prefetto ha autorizzato la rilevazione soltanto nel senso opposto di marcia

autovelox

Importare decisione, quella della Cassazione[1], che riguarda gli apparecchi per la rilevazione della velocità dei veicoli in grado di leggere le infrazioni in entrambi i sensi di marcia.

In fatto. Il Comune di [X] proponeva ricorso per cassazione avverso l’ordinanza emessa dal Tribunale con la quale veniva respinto l’appello formulato dal predetto Ente comunale nei confronti della sentenza del Giudice di Pace con cui era stata accolta l’opposizione avanzata da [Y] avverso un verbale di accertamento elevato a suo carico in ordine alla violazione di cui all’art. 142 c.d.s. approvato con Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n.28.

In diritto. Gli Ermellini, dopo aver affermato che sull’ente proprietario della strada incombe l’assunzione di una serie di obblighi che prevedono, in particolare, la necessità del preventivo avviso dell’installazione dell’autovelox posizionato ad una congrua distanza dal prescritto segnale che lo deve anticipare, della leggibilità e immediata percepibilità della relativa segnalazione, della preventiva adozione di apposito decreto prefettizio per l’autorizzazione all’installazione degli autovelox sulle strade in cui è propriamente consentito al fine di rendere legittima la contestazione differita delle violazioni riferite all’art. 142 c.d.s., hanno stabilito che: «qualora il decreto amministrativo autorizzi il posizionamento di un apparecchio autovelox (appositamente omologato e sottoposto alla necessaria taratura) lungo il lato di una sola carreggiata di un tipo di strada riconducibile ad uno di quelli previsti dal citato art. 4 del d.l. n. 121/2002 (al quale appartiene la S.S. “Venafrana” di cui al caso di specie oggetto della controversia), diventa, conseguentemente, obbligatorio — in funzione della legittimità della complessiva attività di accertamento delle indicate violazioni amministrative — che l’ente proprietario della strada appronti i predetti necessari adempimenti di garanzia per gli utenti (circa la preventiva segnalazione dell’installazione dell’apparecchio elettronico e la visibilità del segnale che lo preannuncia sullo stesso lato e, quindi, per il corrispondente senso di marcia), anche al fine di tutelare le indispensabili esigenze di sicurezza pubblica connesse a siffatta attività di rilevamento. Pertanto, qualora — come verificatosi nella fattispecie — il decreto prefettizio abbia previsto la legittima installazione lungo un solo senso di marcia (che nel caso in esame avrebbe dovuto essere posizionato nella direzione Venafro-Isernia) ed, invece, l’accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, ne consegue che — difettando a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo — il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all’art. 142 c.d.s. debba ritenersi affetto da “illegittimità derivata”, come statuito dal Tribunale di Isernia con la sentenza qui impugnata (senza che possano assumere rilevanza, al riguardo, eventuali note chiarificatrici successivamente approntate dalla competente P.A., a fronte di una precisa indicazione sulle modalità e sul punto di installazione dell’autovelox rinvenibile direttamente nel decreto autorizzativo)».

Infatti, ha concluso la Suprema Corte, la legge attribuisce al prefetto la competenza ad individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità, precisandosi che detta norma non richiede che il provvedimento prefettizio specifichi necessariamente il senso di marcia interessato dalla rilevazione; di talché, argomentando a contrario si desume che se nel decreto prefettizio è contenuto specificamente il riferimento ad un determinato senso di marcia (come accaduto nel caso sottoposto all’esame del giudice di appello), il rilevamento elettronico della velocità e la correlata attività di accertamento (con contestazione differita) degli agenti stradali intanto potranno ritenersi legittimi se riferiti all’autovelox come posizionato in conformità al decreto autorizzativo e non, invece, con riguardo ad altro autovelox posizionato sulla stessa strada e in prossimità dello stesso punto chilometrico ma sulla carreggiata o corsia opposta, che non abbiano costituito oggetto di previsione da parte dello stesso o di altro provvedimento autorizzativo.

[1] Civ., Ord. Sez. 6^, 01.10.2018 n.23726

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