Fermo amministrativo illegittimo se l’auto è utilizzata per lavoro

Genova - ospedale San Martino - lavori in corso e nuova viabilitˆ e nuovi parcheggi - primo giorno, fioccano le multe - diverse automobili bloccate con ganasce, sanzionate dalla societˆ privata che gestisce la nuova viabilitˆ

Fermo amministrativo illegittimo se l’auto è utilizzata per lavoro

Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, n. 20789/27/16

La vicenda riguarda un libero professionista, nella specie un avvocato, e il fermo amministrativo disposto, per inottemperanza alla cartella esattoriale, dall’Agente della riscossione sull’automobile utilizzata dal legale nell’esercizio della professione, indicata nel registro dei beni ammortizzabili.

Come noto, la procedura del fermo amministrativo di veicolo e di tutti i beni mobili registrati è la più utilizzata da Equitalia, e da qualsiasi altro agente della riscossione, per ottenere il pagamento coattivo delle cartelle esattoriali, nel caso di mancato pagamento di tasse, tributi, sanzioni amministrative da parte del cittadino.

Con il Decreto del Fare (D.L. n.69/2013, articolo 52, comma 1, lettera m-bis), è stato previsto che, ove il contribuente eserciti attività di impresa o professione, una volta che gli è stata notificata la comunicazione preventiva secondo cui, decorsi 30 giorni, in caso di mancato pagamento verrà iscritto senza ulteriori avvisi il fermo nei registri mobiliari, egli potrà impedire l’iscrizione del fermo medesimo recandosi presso lo sportello dell’agente della riscossione e dimostrando che il veicolo è strumentale alla propria attività d’impresa, professionale o di lavoratore autonomo (si pensi, a titolo esemplificativo, agli agenti di commercio).

Con la decisione in commento i giudici partenopei di primo grado hanno accolto il ricorso proposto da un avvocato il quale aveva dedotto la nullità della misura cautelare non preceduta dalla notifica del preavviso e, comunque, essendo il veicolo bene strumentale all’esercizio della sua attività. Secondo le ragioni avanzate dal ricorrente, e poi accolte dal collegio, la strumentalità del bene risultava esaustivamente dimostrata dall’iscrizione dello stesso nel registro dei beni ammortizzabili.

«Pertanto», si legge in sentenza, «l’auto di un avvocato che, come nel caso di specie, sia inserita nell’elenco dei beni ammortizzabili non può essere sottoposta al fermo che è misura cautelare propedeutica alla successiva espropriazione. Il provvedimento di fermo va quindi annullato e cancellata a cura e spese di Equitalia la relativa annotazione».

Certo, definire esattamente il concetto di “strumentalità all’attività di impresa o della professione” non è questione di poco momento. Utili, a riguardo, le diverse Circolari emanate nel tempo dall’Agenzia delle Entrate (Circolari n. 37/E/1997, n. 48/E/1998, n. 1/E/2007, n. 11/E/2007), secondo cui il requisito della strumentalità deve essere comunque circoscritto ai soli casi in cui il conseguimento dei ricavi caratteristici dell’impresa e/o del professionista dipende direttamente dall’impiego del veicolo (regolarmente riportato nei registri contabili).

Sarà quindi necessario provare in maniera adeguata che il veicolo oggetto di fermo amministrativo non è sostituibile con altro mezzo e che il relativo utilizzo è funzionale all’esercizio dell’attività professionale e alla produzione dei relativi proventi.

Una importante pronuncia della Ctp di Lodi n.124/2/2015 ha stabilito che «relativamente alla possibilità, da parte di Equitalia, di poter provvedere a un fermo amministrativo dell’autovettura della società ricorrente, ancorché annunciato, deve subito dirsi che esso non può concretizzarsi; l’autovettura, in quanto bene di proprietà e utilizzato da una società, non può essere assoggettato, infatti al fermo amministrativo. Per questo sarebbe il caso che Equitalia, piuttosto che attendere una ‘dimostrazione che tale bene è strumentale all’attività d’impresa o della professione’, eviti di inviare una comunicazione preventiva di fermo a un soggetto, una società, contro la quale non potrà mai procedere». In altri e più chiari termini, non è più onere del contribuente dimostrare che l’auto sia effettivamente strumentale all’attività di impresa, in forza di una “presunzione oggettiva” che il bene riguardi l’attività espletata.

Da ultimo, giova ricordare che, con l’ordinanza n. 15354 depositata il 22.07.2015 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno individuato la natura del fermo amministrativo, vero e proprio strumento di minaccia per i contribuenti, definendolo “una misura afflittiva” che nulla ha a che vedere con la procedura esecutiva per il recupero dei crediti.

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