Equitalia: disposizioni in materia di rottamazione dei ruoli

Equitalia. E’ stato presentato il 18 marzo scorso al Senato un disegno di legge, definito “Rottamazione dei ruoli”, vòlto a tutelare – con un piano di rientro commisurato alle effettive difficoltà economiche riscontrate nel pagamento dei debiti con Equitalia – sia i semplici cittadini, sia le imprese, sia i lavoratori, dipendenti e/o autonomi. Se anche non si tratta di un “condono”, tuttavia i piani di rientro certamente consentiranno: 1) al cittadino di stralciare una parte del debito ma anche 2) allo Stato di recuperare una parte importante del credito. Un doppio effetto che, comportando benefici per tutti, rende molto probabile la sua approvazione.

E ciò perché, come si legge nello stesso provvedimento, d’iniziativa dei senatori BERNINI e FLORIS, «Sono in costante aumento gli italiani che versano in stato di difficoltà economica a causa della grave e perdurante crisi finanziaria, e che, conseguentemente, non riescono ad onorare i propri tributi nei confronti dello Stato. In tale stato di disagio diffuso, molti operatori economici privilegiano il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti e rinviano il pagamento delle imposte a momenti successivi. Purtroppo, accade sovente che questi tardino ad arrivare e sopraggiunge, per contro, il fallimento delle imprese. Sui contribuenti in crisi di liquidità sono, pertanto, meccanicamente ammassati ruoli esattoriali tali da travolgerli senza alcuna possibilità di riscatto».

Come a tutti noto, Equitalia è una Società incaricata della riscossione dei debiti che il cittadino ha con un altro Ente. Il provvedimento ora al Senato – che ha lo scopo di obbligare Equitalia ad accettare la rateizzazione dei debiti dei soggetti insolventi con l’erario o con l’Inps – conferisce ad Equitalia pieni poteri decisionali sulla concessione del piano di estinzione di ciò che rimane da pagare al cittadino, di talché sarà Equitalia, e non l’Ente creditore, a proporre ai cittadini in difficoltà di definire ‘a saldo e stralcio’ la propria posizione debitoria.

Il ddl “Rottamazione dei ruoli” è destinato – come risulta dall’art. 2, ‘Definizioni’ – a due diverse tipologie di cittadini: a) quelli che versano in “grave difficoltà finanziaria”, quando il debito del contribuente, iscritto a ruolo, è costituito per oltre il 50% dai ruoli resi esecutivi prima del 31.12.2010 (ovverosia debito contratto prima del 31.12.2010), e b) quelli in “momentanea difficoltà finanziaria”, quando il debito del contribuente, iscritto a ruolo, è costituito per oltre il 50% da ruoli resi esecutivi prima del 31.12.2012 (ovverosia debito contratto prima del 31.12.2012).

Come si legge al successivo art. 3 ‘Proposta di definizione del debito’, «1. Ai contribuenti con debiti iscritti a ruolo per tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate e per mancato versamento di contributi previdenziali, in stato di momentanea difficoltà finanziaria o di grave difficoltà finanziaria, l’agente della riscossione propone la definizione a saldo e stralcio della posizione debitoria iscritta a ruolo. 2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche a eventuali debiti iscritti a ruolo e oggetto di rateizzazione, in corso o decaduta. 3. La proposta di cui al comma 1 deve essere notificata dall’agente della riscossione, per via telematica, tramite posta elettronica certificata (PEC) entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. 4. L’agente della riscossione trasmette, per via telematica, la proposta di cui al comma 1 all’Agenzia delle entrate e all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), per quanto di rispettiva competenza, entro il 31 maggio successivo. 5. Il contribuente, anche a mezzo PEC, deve comunicare la propria accettazione all’agente della riscossione entro il 31 luglio successivo».

Per i debitori in grave difficoltà il piano potrà contenere: i) il pagamento integrale dell’Iva eventualmente dovuta; ii) il pagamento integrale dei contributi eventualmente dovuti; iii) il pagamento del 75% dei tributi (lo stralcio quindi del 25% degli stessi); iv) lo stralcio integrale di sanzioni, interessi e dell’aggio di riscossione.

Per i secondi, in momentanea difficoltà, il trattamento è lo stesso per sanzioni, interessi e aggio, ma lo stralcio dei tributi scende allo 0,5%.

Per importi inferiori a 50mila euro, il debito si estingue con 8 rate trimestrali, pagabili in 24 mesi; per quelli superiori a 50mila euro, il debito si estingue con 12 rate trimestrali pagabili in 36 mesi.

In ogni caso si tratta di un provvedimento importante, tenuto conto che Equitalia, data la sua struttura societaria, non può prendere accordi per saldare ‘a stralcio’ i propri crediti, e ciò per il principio di imparzialità nei confronti di tutti i cittadini: pari trattamento e pari condizioni che verrebbero certamente meno se con alcuni di questi si potesse addivenire a degli accordi. I debiti relativi a Equitalia non possono essere stralciati, se non entro determinate forme e limiti, ma soltanto rateizzati. Giova tuttavia rilevare che un notevole passo avanti si è avuto recentemente con la legge n.3/2012, ‘Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento’, meglio conosciuta come la c.d. legge salva suicidi, che ha introdotto un procedimento che consente di ottenere il saldo e stralcio dei debiti di persone fisiche e di piccole imprese e che si applica a tutti i debiti del ricorrente, ivi compresi quelli con Equitalia (si segnala al riguardo la decisione del Tribunale di Busto Arsizio del 16 settembre 2014 che ha ridotto del 70% i debiti con Equitalia a seguito dell’omologa del procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento; stessa cosa a Varese, dove il giudice ha defalcato l’importo complessivo dell’87%).

Attendiamo fiduciosi che la proposta di legge venga discussa quanto prima in Parlamento.

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