Energia. il t.a.r. lombardia sospende in via cautelare gli aumenti delle bollette

bollette-gas-riduzione-assistenza-legale-roma

Energia. il t.a.r. lombardia sospende in via cautelare gli aumenti delle bollette di luce e gas scattati il primo luglio

T.A.R. Lombardia, Sez. II, decreto cautelare del 19.07.2016, n. 911

A fronte dei rincari sulle bollette di luce e gas varati dalla Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ed il Sistema Idrico a partire dal terzo trimestre, ovverosia dall’1 luglio 2016, il Codacons (ma le proteste erano state sollevate anche da Coldiretti per il conseguente disagio nei confronti delle imprese agricole) ha proposto il ricorso, denunciando speculazioni dei grossisti sul mercato.

Il ricorso è stato accolto dal T.A.R. Lombardia, con il decreto cautelare in commento, che, per l’effetto, ha sospeso l’efficacia della deliberazione AEEGSI n. 354/2016/R/EEL del 28 giugno 2016, mandando la trattazione in sede collegiale della istanza cautelare alla camera di consiglio del 15 settembre 2016.

Il 28 giugno scorso l’Autorità, dopo i ribassi registrati nei primi due trimestri dell’anno, ha deciso i rincari, per il terzo trimestre, stimati, prendendo ad esempio la famiglia-tipo, ovvero quella che in media consuma 2.700 kWh all’anno di energia elettrica e 1.400 metri cubi annui di gas, per il 4,3% per l’elettricità e per l’1,9% per il gas, giustificati dall’aumento della componente di approvvigionamento, condizionata dal rialzo delle stime per i costi della materia prima, nonché per l’aumento dei costi di dispacciamento, ovvero quelli sostenuti da Terna (Gestore della rete) per mantenere in equilibrio il sistema.

Mentre annunciava l’aggiornamento delle condizioni economiche, la stessa Autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici ha denunciato tuttavia «strategie  anomale  adottate  da  diversi  operatori  sul  mercato all’ingrosso dell’energia elettrica che hanno  portato ad un rilevante aggravio di costi per il sistema e a una alterazione del normale meccanismo di formazione dei prezzi nei mercati», dichiarando di aver avviato provvedimenti sanzionatori nei confronti di questi operatori, a cui è stata intimata la cessazione immediata delle condotte anomale ancora in corso configurabili come abusi di mercato, ritenendo peraltro di nascondere ai cittadini l’elenco dei grossisti accusati di condotte illecite, così omettendo di rendere pubblico l’elenco degli operatori coinvolti.

Sulla base di detti sospetti, il Codacons, che ha altresì depositato un esposto presso le Procure di Roma e Milano, «chiedendo di indagare per il reato di truffa aggravata e aggiotaggio», ritenuto che “Questo significa che le tariffe di luce e gas sono aumentate per effetto di un crimine e di condotte illecite e non certo per il normale andamento del mercato, circostanza vietata nel nostro paese e che avrebbe dovuto portare l’Autorità dell’energia a sospendere qualsiasi incremento per l’elettricità e per il gas», ha avviato in Lombardia (e ai primi di luglio nel Lazio) una class-action in favore degli utenti dell’energia residenti in regione, ed ha proposto ricorso al T.A.R. chiedendo l’annullamento degli aumenti.

Ed ecco la vittoria, in sede cautelare, niente affatto scontata.

Si legge nel decreto cautelare, «Considerato che, pure alla stregua di quanto enunciato in atti impugnati dall’Autorità convenuta sembra ragionevolmente emergere l’ascrivibilità del nuovo prezzo unitario dell’Energia Elettrica a carico dell’utente finale a comportamenti economicamente non lineari posti in essere da vari operatori nell’ambito del servizio del dispacciamento dell’energia elettrica stessa e che, proprio alla stregua di ciò, la medesima Autorità ha dato avvio (delibera 342/2016/E/EEL del 24 giugno 2016) ad un procedimento, in relazione ai detti casi di non linearità commerciale ed economica, che risulta volto all’adozione di idonee misure prescrittive alla luce anche della possibile insistenza di potenziali abusi nel relativo mercato; Rilevato che tale procedura è in corso e che perciò sembra opportuno che solo alle relative conclusioni possano essere ridefiniti quegli aumenti percentuali già posti a carico dell’utente finale a decorrere dall’1 luglio del c.a. – intervenuti questi come rideterminazione del citato nuovo prezzo unitario a carico di quest’ultimo – senza conoscere, alla data del 28 giugno 2016, se effettivamente i relativi aumenti percentuali possano essere legittimamente ascritti all’utente finale stesso; Osservato che, allo stato, tutto ciò determina, in relazione alle emanande singole fatture, un immanente danno grave ed irreparabile soprattutto per la vastissima platea che compone i singoli utenti finali (per lo piè famiglie ed utenti non gestori di attività produttive, percettori di bassi redditi) e che, d’altro canto, i relativi aumenti se dimostrati legittimi, potranno essere agevolmente recuperati nell’ambito degli ulteriori sistemi di fatturazione attraverso idonee ed eque modalità di prelievo», vengono riservate al Collegiale le questioni istruttorie, di accesso e di rito, così sospendendo i giudici amministrativi in via cautelare gli aumenti di luce e gas.

Dal canto suo, l’Autorità per l’energia, preso atto del decreto cautelare monocratico del T.A.R. Lombardia, ritiene che sussistano i presupposti per proporre, attraverso l’Avvocatura dello Stato, immediata istanza di revoca dello stesso decreto, in quanto la decisione del T.A.R., afferma in una nota l’Autorità, «si basa su un ricorso che presenta un’erronea rappresentazione degli elementi di fatto e di diritto».

Il Ministero dello Sviluppo Economico sollecita la necessità che si faccia «al più presto chiarezza sui fatti e sui possibili comportamenti speculativi che hanno portato ad un aumento anomalo dei costi di dispacciamento negli ultimi mesi».

Restiamo in fiduciosa attesa.

Condividi sui socials:Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *