Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento. Onere della prova.

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Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento. Il condomino deve fornire la prova che dal suo distacco non derivino notevoli squilibri all’impianto o aggravi di spesa per gli altri condòmini

Cassazione Civile, sezione VI, 03.11.2016 n. 22285

In fatto. Il Sig. [X] impugnava la delibera condominiale con la quale l’assemblea aveva deciso di non concedere il richiesto distacco dall’impianto di riscaldamento condominiale, asseritamente in quanto avrebbe danneggiato le altre unità immobiliari sia dal piano economico sia di rendimento del riscaldamento. Costituitosi in giudizio, il Condominio [Y] reclamava la piena legittimità della delibera. Il Giudice di Pace, accogliendo la domanda del Sig. [X], dichiarava la nullità della delibera sul punto relativo al distacco del riscaldamento, confermando il diritto di [X] di procedervi. Ricorso il Condominio in appello dinanzi al Tribunale, questo, in riforma della sentenza impugnata, accoglieva l’appello, sulla base della mancata dimostrazione, da parte del Sig. [X], della sussistenza dei requisiti necessari per operare il distacco del proprio appartamento dal riscaldamento condominiale, ovverosia, che da detto distacco non sarebbero derivati notevoli squilibri di funzionamento od aggravi di spesa per gli altri condomini, non essendo stata a riguardo prodotta la [necessaria] relazione termotecnica. Non è restato al Sig. [X] che adìre la Suprema Corte di Cassazione, affidando il proprio ricorso ad un unico motivo.

In diritto. Gli Ermellini confermano la sentenza della Corte di Appello giudicando infondato il motivo avanzato dal ricorrente. La Suprema Corte anzitutto ricorda che la questione relativa al distacco di un condomino dall’impianto centralizzato condominiale trova la sua immediata disciplina nella normativa di cui all’art. 1118 cod. civ., come modificata dalla legge n. 220 del 2012, in vigore dal 18 giugno 2013 (cc. dd. riforma del condominio). «Tale normativa ha, espressamente, ammesso la possibilità del singolo condomino di distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento o di raffreddamento ma a condizione che dimostri che dal distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento dell’impianto od aggravi di spesa per gli altri condomini». In altri e più chiari termini, il condomino che intende distaccarsi deve provare che non vi siano aggravi di costi per gli altri condomini e che dal distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento, «e la preventiva informazione dovrà necessariamente essere corredata dalla documentazione tecnica attraverso la quale egli possa dare prova dell’assenza di “notevoli squilibri” e di “assenza di aggravi” per i condomini che continueranno a servirsi dell’impianto condominiale». Gli Ermellini aggiungono che il richiamato onere della prova in capo al condomino viene meno «soltanto nel caso in cui l’assemblea condominiale abbia effettivamente autorizzato il distacco dall’impianto comune sulla base di una propria autonoma valutazione della sussistenza dei presupposti di cui si è detto».

Specificano poi ulteriormente i giudici di Piazza Cavour che «colui che intende distaccarsi dovrà, in presenza di squilibri nell’impianto condominiale e/o “aggravi” per i restanti condòmini, rinunciare dal porre in essere il distacco perché diversamente potrà essere chiamato al ripristino dello status quo ante».

Né, il soggetto interessato, ai sensi dell’art. 1118 cod. civ., potrà effettuare il distacco e ritenere di essere tenuto semplicemente «a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”» trattandosi, questa, di una possibilità prevista solo per quei soggetti che abbiano potuto distaccarsi, per aver dimostrato che dal loro distacco «non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini».

Al Sig. [X], soccombente, la condanna alle spese di lite.

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