Depenalizzazione: i reati abrogati

Il Consiglio dei ministri, nella seduta n. 90 del 13 novembre 2015, sul filo di lana (la scadenza era fissata per martedì 17 novembre 2015), su proposta del Ministro della giustizia, ha approvato, in esame preliminare, due schemi di decreto legislativo che riguardano norme in materia di depenalizzazione e norme che abrogano reati e introducono illeciti con sanzioni pecuniarie civili, dando corso alla delega contenuta nella legge n. 67/2014.

Con il primo decreto legislativo si provvede a depenalizzare i reati sanzionati con la sola pena pecuniaria contenuti in leggi speciali e di alcuni previsti dal Codice Penale. A titolo esemplificativo, e come si vedrà in appresso, gli atti osceni e quelli contrari alla pubblica decenza, le pubblicazioni e gli spettacoli osceni, l’abuso della credulità popolare, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.

Nel secondo decreto trova spazio l’abbinamento della misura pecuniaria civile al risarcimento del danno per una serie di reati. La persona offesa potrà così ricorrere al giudice civile per ottenere, appunto, il risarcimento del danno. Il magistrato, accordato l’indennizzo, per alcuni illeciti stabilirà anche una sanzione pecuniaria che sarà incassata dall’erario dello Stato. Il catalogo degli illeciti civili comprende, come appresso si vedrà, l’ingiuria, il furto del bene da parte di chi ne è comproprietario e quindi in danno degli altri comproprietari, l’appropriazione di cose smarrite: per questo gruppo di illeciti la sanzione va da cento a ottomila euro.

Nella nota diffusa dal Ministero della Giustizia si legge quanto segue: “Si tratta di provvedimenti sostenuti a gran voce da magistratura e avvocatura e che rispondono agli obiettivi di avere innanzitutto sanzioni più rapide, incisive ed efficaci, producendo quindi entrate che vengono effettivamente incassate dallo Stato e risparmi per i costi dei tanti procedimenti; decongestionare la giustizia penale da migliaia e migliaia di procedure lunghe, spesso inutili e costose; assicurare una più efficace repressione dei reati socialmente più gravi“.

Il principio alla base delle nuove norme prevede che quando l’offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale, lo Stato possa decidere di non punire e demandare alla sede civile la relativa tutela. La risposta sanzionatoria dovrà quindi tenere conto dell’entità dell’offesa, delle circostanze del fatto, della personalità dell’autore e della natura del bene tutelato. Dunque il danno od il pericolo cagionato dovranno essere esigui e non deve trattarsi di un delinquente abituale, professionale o per tendenza, né aver commesso altri reati della stessa indole.

  1. L’elenco ufficiale dei reati che divengono illeciti amministrativi è il seguente:
    1. tutti i reati non contenuti nel codice penale puniti con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda);
    2. atti osceni in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, se il fatto avviene con dolo;
    3. pubblicazioni e spettacoli osceni;
    4. rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;
    5. abuso della credulità popolare;
    6. rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive;
    7. atti contrari alla pubblica decenza;
    8. guida senza patente;
    9. noleggio di materiale coperto da copyright;
    10. installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante;
    11. omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di € 10.000,00.

I reati sopra ricordati verranno puniti ora con la sola sanzione amministrativa, che potrà andare, a seconda della norma violata, da 5.000 a 15.000 Euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a sei mesi, da 5.000 a 30.000 Euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a un anno, da 10.000 a 50.000 Euro per i delitti e le contravvenzioni puniti con un pena detentiva superiore ad un anno.

Giova rilevare, nel delineato contesto, quanto le nuove sanzioni pecuniarie superino le vecchie multe ed ammende, e ciò avrà, o almeno ci si augura, una maggiore efficacia deterrente.

Nonostante si tratti di reati puniti con la sola pena della multa, il Governo ha scelto invece di non depenalizzare i reati di minaccia ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose.

Valgano le seguenti ulteriori considerazioni, con riferimento ai sopra richiamati reati.

  1. b) atti osceni

Gli atti osceni in luogo pubblico (o aperto o esposto al pubblico), ex art. 527, primo comma, cod. pen., saranno puniti con una sanzione pecuniaria di massimo 30 mila Euro, invece dei tre anni di carcere. Sempre, però, che non ricorra la circostanza aggravante prevista dal secondo comma dello stesso articolo (fatto commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano).

  1. c) pubblicazioni e spettacoli osceni

Previsto dall’articolo 528 cod. pen., ma limitatamente alle ipotesi di cui al primo e al secondo comma. Subirà soltanto una sanzione amministrativa chi, allo scopo di farne commercio o distribuzione o di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce in Italia, acquista, detiene, esporta, o mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, nonché chi fa commercio, anche se clandestino, degli stessi oggetti prima indicati o li distribuisce o espone pubblicamente. Costoro erano sino ad oggi puniti con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a 103 Euro.

  1. d) rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto

Viene depenalizzato l’articolo 652 cod. pen., attualmente punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 Euro e con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda da 30 Euro a 619 Euro se il colpevole dava informazioni od indicazioni mendaci. Nel primo caso si applicherà la sanzione pecuniaria da 5 a 18 mila Euro, mentre nella seconda ipotesi da 6 a 18 mila Euro.

  1. e) l’abuso della credulità popolare

L’abuso della credulità popolare (art. 661 cod. pen.), attualmente punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 1.032 Euro, diventa sanzione amministrativa, che passa tuttavia da 5 mila a 15 mila Euro.

  1. f) rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive

Diventa sanzione amministrativa il reato previsto dall’art. 668 cod. pen., che puniva con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 309 Euro chi recitava in pubblico drammi o altre opere o dava in pubblico produzioni teatrali di qualunque genere, senza averli prima comunicati all’autorità oppure chi faceva rappresentare in pubblico pellicole cinematografiche, non sottoposte prima alla revisione dell’autorità. La sanzione era congiunta se il fatto era commesso contro il divieto dell’autorità

  1. g) atti contrari alla pubblica decenza

Diviene sanzione amministrativa il reato previsto dall’art. 726 cod. pen., che puniva con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda da 258 a 2.582 Euro chi, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compiva atti contrari alla pubblica decenza. Giova segnalare che la Suprema Corte fin dal 1978 più volte si è occupata della violazione di detta norma per stabilire se era reato o no il seno nudo in spiaggia, giungendo anche a conclusioni diametralmente opposte di talché è agevole credere che la depenalizzazione di detto reato verrà accolta molto favorevolmente dai naturisti.

  1. h) guida senza patente

L’art. 116, comma 15, del CdS prevede che “Chiunque conduce veicoli senza aver conseguito la corrispondente patente di guida e’ punito con l’ammenda da 2.257 euro a 9.032 euro; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata  o non rinnovata per mancanza dei requisiti fisici e psichici …[…]”. Per effetto della riforma (art. 1 del decreto legislativo sulla depenalizzazione) non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa pecuniaria tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda. Sempre l’articolo 1 impone, tuttavia, un altro controllo, ovverosia impone di verificare se la violazione considerata non sia elencata tra le norme che vengono escluse dalla depenalizzazione e che sono individuate in un allegato al decreto. In questo caso il CdS non è contenuto nell’allegato e quindi si applica la depenalizzazione. A voler verificare il livello sanzionatorio, consultando la tabella riportata al comma 5 dell’articolo 1 dello schema di decreto legislativo, si evince che si dovrà applicare la sanzione da 5 mila a 30 mila Euro. Conseguentemente, la derubricazione in illecito amministrativo comporta un incremento della sanzione pecuniaria.

  1. i) noleggio di materiale coperto da copyright

Diviene sanzione amministrativa il reato previsto dall’art. 171 quater, che, nella versione attuale, punisce con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da Euro 516 ad Euro 5.164 chiunque, abusivamente ed a fini di lucro, conceda in noleggio o in uso originali, copie o supporti lecitamente ottenuti di opere tutelate dal diritto di autore nonché chi esegue la fissazione su supporto audio, video o audiovideo delle prestazioni artistiche. Per effetto della riforma, la sanzione amministrativa aumenta da 5 mila a 30 mila Euro.

  1. j) installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante

Diviene sanzione amministrativa il reato previsto dall’articolo 16, quarto comma, del decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034, che puniva con l’arresto da due mesi a due anni o con l’ammenda da 51 a 516 euro l’installazione o l’esercizio di impianti di distribuzione automatica di carburanti per uso di autotrazione in mancanza di concessione.

  1. k) omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di € 10.000,00

Si segnala in particolare, per i suoi benefici effetti sui tempi della giustizia penale, la riforma del reato di omesso versamento delle somme trattenute dal datore di lavoro come contribuiti previdenziali ed assistenziali e a titolo di sostituto di imposta, nel caso in cui l’importo non superi 10.000,00 Euro annui. Il datore di lavoro non sarà punito nemmeno sul piano amministrativo nel caso provveda al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione. Saranno previste: sanzioni amministrative da 5mila a 15mila euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a sei mesi, da 5mila a 30mila euro per le contravvenzioni punite con l’arresto fino a un anno, da 10mila a 50mila per i delitti e le contravvenzioni puniti con un pena detentiva superiore ad un anno.

  1. L’elenco ufficiale dei reati che divengono illeciti civili, oltre ai già annunciati reati di ingiuria, falsità in scrittura privata ed altri reati in materia di scritture private, appropriazione di cose smarrite e furto del bene da parte di un comproprietario in danno degli altri, contiene a sorpresa anche il reato di danneggiamento semplice. Sono stati esclusi alcuni reati di occupazione di beni immobili privati, quali l’usurpazione di immobili, l’invasione di terreni o edifici, la deviazione di acque e modifica dello stato dei luoghi.

Per detti reati la persona offesa non dovrà più proporre querela, ma richiedere al giudice civile competente il risarcimento del danno.

Il giudice dovrà inoltre punire il colpevole con una sanzione pecuniaria:

– da 100 a 8000 Euro per i reati di ingiuria, furto di un comproprietario, danneggiamento, appropriazione di cose smarrite;

– da 200 a 12000 Euro per gli illeciti relativi all’uso di scritture private falsificate o la distruzione di scritture private.

Le nuove sanzioni si applicheranno anche ai reati commessi precedentemente all’entrata in vigore dei nuovi decreti, a meno che il processo penale non si sia già concluso con una sentenza irrevocabile.

III.      In ogni caso resta escluso dal provvedimento un decalogo di reati che, pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda, tutelando rilevanti interessi, sono ritenuti di particolare importanza e delicatezza, ovverosia: 1) edilizia e urbanistica; 2) ambiente, territorio e paesaggio; 3) alimenti e bevande; 4) salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; 5) sicurezza pubblica; 6) giochi d’azzardo e scommesse; 7) armi ed esplosivi; 8) elezioni e finanziamento ai partiti; 9) proprietà intellettuale e industriale.

Condividi sui socials:Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

One thought on “Depenalizzazione: i reati abrogati

  1. luciano lo iacono Reply

    La tutela in sede civile presuppone la solvibilità del reo. E se costui è nullatenente, o appare tale, la vittima riceve un bel “marameo”. Come è già avvenuto per quei reati archiviabili nonostante opposizione della parte lesa, a discrezione del giudice. In occasione di un convegno al C.N.R. sul sistema carcerario, alcuni mesi fa, ho udito personalmente l’ineffabile Ministro della giustizia affermare che tale misura è stata presa su richiesta della Magistratura. La quale si conferma come l’unico, assoluto e arrogante potere in questa povera Italia di politici pavidi, che ci vuole sudditi rassegnati. Luciano Lo Iacono Segr.Naz. del Movimento popolare per la Giustizia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *