Decreto legge ‘Salva Banche’

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DECRETO-LEGGE 3 maggio 2016, n. 59 [Decreto Legge ‘Salva Banche’]

DECRETO-LEGGE 3 maggio 2016, n. 59 [Decreto Legge ‘Salva Banche’]

Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione (G.U. n.102 del 3-5-2016).

Il Decreto Legge ‘Salva Banche’, appena pubblicato in Gazzetta, contiene disposizioni urgenti in materia di fallimento, banche e codice di rito.

Vediamo di cosa si tratta, nel presente commento, con riferimento particolare all’art. 4, ‘Disposizioni in materia espropriazione forzata’, che è da annoverare tra le novità più importanti, specie sul numero degli esperimenti di vendita che non possono essere superiori a tre (il quarto è ipotesi eventuale). In altri e più chiari termini, tra le tante novità apportate alla procedura esecutiva dal D.L. n. 59/2016, particolare attenzione merita la previsione di un tetto massimo alle vendite giudiziarie dopo di che l’espropriazione si estingue.

Peraltro, a differenza delle altre novità contenute nel decreto, che entreranno in vigore a seguito della conversione in legge dello stesso, con riferimento al numero degli esperimenti di vendita e ai ribassi del prezzo dei beni venduti, la normativa, immediatamente operativa, ha efficacia retroattiva come si evince dal settimo comma dell’art. 4 del D.L., secondo cui «Ai fini dell’applicazione della disposizione di cui alla lettera h), si tiene conto, per il computo del numero degli esperimenti di vendita anche di quelli svolti prima dell’entrata in vigore del presente decreto».

Art. 4

Disposizioni in materia espropriazione forzata

  1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 492, terzo comma, è aggiunto in fine il seguente periodo: «Il pignoramento deve contenere l’avvertimento che, a norma dell’articolo 615, secondo comma, terzo periodo, l’opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.»;

b) all’articolo 503, secondo comma, dopo le parole «dell’articolo 568» sono aggiunte le seguenti: «nonché, nel caso di beni mobili, degli articoli 518 e 540-bis»;

c) all’articolo 532, secondo comma, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il giudice fissa altresì il numero complessivo, non superiore a tre, degli esperimenti di vendita, i criteri per determinare i relativi ribassi, le modalità di deposito della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non superiore a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto incaricato della vendita deve restituire gli atti in cancelleria. Quando gli atti sono restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono istanze a norma dell’articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti di cui all’articolo 164-bis delle disposizioni di attuazione del presente codice.»;

d) all’articolo 560:

1) il quarto comma è sostituito dal seguente: «Il provvedimento è attuato dal custode secondo le disposizioni del giudice dell’esecuzione immobiliare, senza l’osservanza delle formalità di cui agli articoli 605 e seguenti, anche successivamente alla pronuncia del decreto di trasferimento nell’interesse dell’aggiudicatario o dell’assegnatario se questi non lo esentano. Per l’attuazione dell’ordine il giudice può avvalersi della forza pubblica e nominare ausiliari ai sensi dell’articolo 68.»;

2) al quinto comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli interessati a presentare l’offerta di acquisto hanno diritto di esaminare i beni in vendita entro sette giorni dalla richiesta. La richiesta è formulata mediante il portale delle vendite pubbliche e non può essere resa nota a persona diversa dal custode. La disamina dei beni si svolge con modalità idonee a garantire la riservatezza dell’identità degli interessati e ad impedire che essi abbiano contatti tra loro.»;

e) all’articolo 569, quarto comma, le parole «può stabilire» sono sostituite dalle seguenti: «stabilisce, salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura,» e dopo le parole «con modalità telematiche» sono aggiunte le seguenti: «, nel rispetto della normativa regolamentare di cui all’articolo 161-ter delle disposizioni per l’attuazione del presente codice»;

f) all’articolo 588, dopo le parole «istanza di assegnazione» sono aggiunte le seguenti: «, per se’ o a favore di un terzo,»;

g) dopo l’articolo 590, è inserito il seguente: «Art. 590-bis (Assegnazione a favore di un terzo). – «Il creditore che è rimasto assegnatario a favore di un terzo deve dichiarare in cancelleria, nei cinque giorni dalla pronuncia in udienza del provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito l’immobile, depositando la dichiarazione del terzo di volerne profittare. In mancanza, il trasferimento è fatto a favore del creditore. In ogni caso, gli obblighi derivanti dalla presentazione dell’istanza di assegnazione a norma del presente articolo sono esclusivamente a carico del creditore.»;

h) all’articolo 591, secondo comma, dopo le parole «fino al limite di un quarto» sono aggiunte le seguenti: «e, dopo il terzo tentativo di vendita andato deserto, fino al limite della metà»;

i) all’articolo 596, primo comma:

        1) dopo le parole: «provvede a formare un progetto di distribuzione,» sono aggiunte le seguenti: «anche parziale,»;

        2) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il progetto di distribuzione parziale non può superare il novanta per cento delle somme da ripartire.».

l) all’articolo 615, secondo comma, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell’esecuzione per espropriazione l’opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.»;

m) all’articolo 648, primo comma, la parola «concede» è sostituita dalle seguenti: «deve concedere».

 

2. All’articolo 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 9-sexies è sostituito dal seguente: «9-sexies. Il professionista delegato a norma dell’articolo 591-bis del codice di procedura civile, entro dieci giorni dalla pronuncia dell’ordinanza di vendita, deposita un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte. A decorrere dal deposito del rapporto riepilogativo iniziale, il professionista deposita, con cadenza semestrale, un rapporto riepilogativo periodico delle attività svolte. Entro dieci giorni dall’approvazione del progetto di distribuzione, il professionista delegato deposita un rapporto riepilogativo finale delle attività svolte successivamente al deposito del rapporto di cui al periodo precedente.»;

b) al comma 9-septies, primo periodo, le parole: «il rapporto riepilogativo finale previsto per i procedimenti di esecuzione forzata» sono sostituite dalle seguenti: «i rapporti riepilogativi previsti per i procedimenti di esecuzione forzata».

3. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e l), si applicano ai procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione iniziati successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

4. La disposizione di cui al comma 1, lettera d), n. 1), si applica agli ordini di liberazione disposti, nei procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, successivamente al decorso del termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

5. La disposizione di cui alla lettera e) si applica alle vendite forzate di beni immobili disposte dopo il sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

6. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere f) e g), si applicano alle istanze di assegnazione presentate, nei procedimenti di esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, successivamente al decorso del termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

7. Ai fini dell’applicazione della disposizione di cui alla lettera h), si tiene conto, per il computo del numero degli esperimenti di vendita anche di quelli svolti prima dell’entrata in vigore del presente decreto.

Nel dettaglio.

L’atto di pignoramento deve contenere un nuovo avvertimento per il debitore; l’art. 4 [primo comma, lett. a)], modifica, infatti, l’art. 492 c.p.c., aggiungendo, al terzo comma, la previsione secondo la quale «il pignoramento deve contenere l’avvertimento che, a norma dell’articolo 615, secondo comma, terzo periodo, l’opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile», così novellando, alla lett. l), il secondo comma dell’art. 615 c.p.c., con la previsione che l’opposizione, nell’esecuzione per espropriazione, «è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero l’opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile». In altri e più chiari termini, l’opposizione del debitore all’esecuzione per espropriazione deve ritenersi inammissibile se viene presentata dopo che il giudice dispone la vendita o l’assegnazione del bene pignorato, salvo il caso che essa sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero se il debitore opponente dimostri di non averla proposta tempestivamente per causa a lui non imputabile.

La riforma delle processo esecutivo incide altresì sulle aste pubbliche. In particolare, la modifica rilevante attuata dal D.L. in esame è quella che riguarda il testo dell’art. 532 c.p.c., secondo e terzo periodo del secondo comma, nel caso, piuttosto frequente, in cui la vendita sia affidata a un commissionario, operata con la sostituzione del secondo e del terzo periodo, attraverso la previsione (originariamente contemplata dal ddl di riforma del processo civile e inglobata nel testo del decreto) secondo la quale gli esperimenti di vendita non possono essere superiori a tre.

Il D.L. in parola individua [comma 1, lett. c)] un termine massimo dell’iter della procedura non superiore a sei mesi, così da evitare il deprezzamento dell’immobile a fronte del ribasso della base d’asta.

Infatti, fino al D.L. 59/2016, i pignoramenti erano caratterizzati da una serie infinita di aste [normalmente potevano protrarsi anche oltre i 10 anni], visto che la legge non prevedeva un numero minimo ovvero un numero massimo di aste, con l’evidente scopo di abbassare sempre di più il prezzo di vendita del bene, che spesso veniva sostanzialmente svenduto, con notevole deprezzamento del valore del bene medesimo. Al riguardo un bel passo avanti era stato fatto dal decreto legge 132/2014 convertito, con modificazioni, nella legge 162/2014, in tema di provvedimenti urgenti per la lotta alla criminalità organizzata, che aveva introdotto, al titolo IV, capo I, dopo l’art. 164, l’art. 164-bis disp. att. c.p.c., il quale prevedeva la possibilità per il Giudice dell’Esecuzione di disporre la chiusura anticipata del processo qualora «risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo».

Ma le cose cambiano vieppiù con la riforma apportata dal presente D.L. n.59/2016.

Nel caso in cui la vendita sia affidata a un commissionario (art. 532 c.p.c.), è previsto che, ove l’immobile pignorato non venga venduto entro il terzo tentativo d’asta, ciascuno con un ribasso di un quarto rispetto al precedente prezzo, la procedura esecutiva viene chiusa e il bene torna nella completa disponibilità del proprietario/debitore.

Il Giudice, tuttavia, se il terzo tentativo di vendita è andato deserto o in assenza di istanze di assegnazione, può disporre una quarta asta (si tratta di una ipotesi comunque eventuale), decurtando della metà il prezzo di vendita.

La riforma prevede [primo comma, lett. d) n.2] che gli interessati all’acquisto dell’immobile possano esaminare il bene entro 7 giorni dalla richiesta che deve essere inoltrata mediante il portale delle vendite pubbliche.

Infine, al comma 1, lett. g), viene prevista la facoltà del creditore, che partecipa all’asta e che è rimasto assegnatario, di indicare, il nome del terzo effettivo acquirente: «Il creditore che è rimasto assegnatario a favore di un terzo deve dichiarare in cancelleria, nei cinque giorni dalla pronuncia in udienza del provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione, il nome del terzo a favore del quale deve essere trasferito l’immobile, depositando la dichiarazione del terzo di volerne profittare. In mancanza, il trasferimento è fatto a favore del creditore».

La norma prevede precauzioni vòlte a garantire la riservatezza degli interessati nonché ad impedire contatti tra gli stessi. Le vendite di beni immobili pignorati devono svolgersi obbligatoriamente con modalità telematiche, sempre che non sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori, e il D.L. n.59/2016 introduce, al comma 2, alcune modifiche all’art. 16-bis d.l. n. 179/2012 (Obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali).

Il professionista delegato alla vendita deve depositare un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte entro dieci giorni dalla pronuncia dell’ordinanza di vendita e poi rapporti periodici semestrali.

In particolare:

  • al comma 9-sexies [come indicato alla lett. a) del secondo comma dell’art. 4 del D.L.], si aggiunge che il professionista delegato ex art. 591-bis c.p.c. (Delega delle operazioni di vendita) deve depositare un rapporto riepilogativo iniziale delle attività svolte entro dieci giorni dalla pronuncia dell’ordinanza di vendita. A decorrere dal deposito di tale rapporto, lo stesso deve depositare, con cadenza semestrale, un rapporto riepilogativo periodico delle attività svolte;
  • al comma 9-septies, primo periodo, dell’articolo 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012 n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 [come indicato alla lett. b) del secondo comma dell’art. 4 del D.L.], si sostituiscono le parole «il rapporto riepilogativo finale previsto per i procedimenti di esecuzione forzata» con le parole «i rapporti riepilogativi previsti per i procedimenti di esecuzione forzata».

Ciò posto, a conclusione del presente articolo non possono tacersi le critiche sollevate con riferimento alle disposizioni sopra riportate, da parte di chi ritiene possibile una svendita dell’immobile pignorato per le espropriazioni in corso; infatti, trattandosi di disposizioni retroattive quelle relative al tetto massimo degli esperimenti di gara, per tutti i pignoramenti immobiliari già svolti, con varie aste andate deserte, verrà disposto un ultimo tentativo, con base d’asta ridotta del 50% rispetto alla precedente.

Peraltro, con il D.L. in esame, vi è chi parla di un nuovo regalo, anzi due, alle Banche: (i) al comma 1 lett. g) è prevista la partecipazione all’asta giudiziaria per conto di terzi: il che vuol dire che l’offerente, dopo essersi visto assegnare l’immobile, nei cinque giorni dalla pronuncia in udienza del provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione, può indicare il nome di un terzo a favore del quale deve essere trasferito l’immobile. La banca può quindi finanziare la vendita dell’immobile per poi acquistarlo all’asta a un valore dimezzato attraverso una società dalla stessa banca controllata o facente parte del medesimo gruppo; (ii) se la banca rivende, entro un anno, il bene che si è aggiudicato all’asta, non pagherà l’imposta di registro del 9% sul valore dell’immobile (viene infatti ridotta a 200 euro l’imposta di registro).

Tanto ai fini di completezza.

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