Contratti di somministrazione. Energia Elettrica. Consumo effettivo. Lettura contatore

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Contratti di somministrazione. Energia Elettrica. Restituzione della maggiore somma versata rispetto all’effettivo consumo

Giudice di Pace di Salerno, sezione I, 23.09.2016 n. 4510

In fatto. Il Sig. [X], che aveva stipulato un contratto di somministrazione di energia elettrica con la società [Y] in data 01.12.2007, il 01.01.2009 provvedeva a cambiare fornitore e, nel corso di tale migrazione, gli veniva recapitata la fattura emessa in data 15.01.2009 relativa ai consumi del periodo 01.12.2008-31.12.2008 per un determinato importo, sulla base di un consumo stimato di 86.561 Kwh rispetto alla lettura effettiva effettuata di 77.495 Kwh. [X] provvedeva a contattare [Y] evidenziando, non solo l’errore relativo alla fattura contestata ma, altresì, l’illegittimità di altra fatturazione nel periodo febbraio – dicembre 2008, in guisa chiedendo la restituzione delle somme indebitamente pagate. In assenza di riscontro, [X] conveniva in giudizio dinanzi al Giudice di Pace [Y] per sentire dichiarare: (i) la responsabilità della convenuta per violazione degli artt. 1175 e 1375 c.c.; (ii) la illegittima emissione delle fatture dal periodo gennaio-febbraio 2008 al 31 dicembre 2008; (iii) la restituzione della somma indebitamente versata. Costituitasi in giudizio [Y], questa eccepiva la legittima emissione della fattura sulla base dei consumi stimati. Le somme richieste erano dovute, asseriva la Società convenuta, a fronte di un debito dell’attore di un determinato importo per fatture precedenti non pagate. Nel corso del giudizio veniva ammessa, ed espletata, apposita C.T.U..

In diritto. Il Giudice di Pace ritiene meritevole di accoglimento la domanda in virtù delle seguenti considerazioni. In base ad accordi convenzionali, non contestati tra le parti, il pagamento della prestazione avveniva periodicamente con l’addebito di una somma per il consumo presuntivo del periodo, salva l’eventuale comunicazione, da parte dell’utente, del consumo effettivo rilevato dal contatore e la successiva rilevazione dello stesso consumo effettivo da parte della società erogante l’energia elettrica. La comunicazione della lettura da parte dell’utente, quindi, costituisce un mero onere, il cui inadempimento comporta soltanto la necessità di pagare l’eventuale conguaglio in caso di rilevamento di consumo superiore a quello preventivato. «Allo stesso modo», ricorda il Giudice, «la società elettrica ha l’onere di effettuare periodicamente il rilevamento effettivo del consumo per accertare la presenza di eventuali conguagli per consumi superiori a quelli preventivati o di eventuali crediti per l’utente, per aver pagato consumi superiori a quelli effettivi, onere che secondo l’Autorità Garante la società erogatrice dovrebbe svolgere con una cadenza non inferiore ad un anno. Il consumo effettivo dell’energia può essere calcolato solo mediante lettura del contatore: ne consegue l’importanza basilare del contatore al fine della quantificazione del corrispettivo contrattuale».

Nel caso di specie, la Consulenza Tecnica ha confermato che l’attore ha versato una somma superiore all’effettivo consumo di guisa divenendo creditore della società convenuta condannata al pagamento degli importi indicati nonché delle spese di giudizio.

 

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