Carta di credito: cosa fare in caso di smarrimento o di furto

Come ci si deve comportare quando, magari solo per disattenzione, ci capita di smarrire la carta di credito, ovvero quando la stessa ci viene invece sottratta ?

Premesso che è sempre buona norma conservare una fotocopia, non solo delle proprie carte di credito, ma altresì del bancomat, dei nostri documenti identificativi, etc., affinché in qualsiasi momento possiamo disporre dei relativi dati, immediatamente e senza indugio occorre informare l’ente emittente, e solitamente la banca [Art. 7, c. 1, lett. b,. d.lgs. 27.01.2010, n.11], tramite i numeri verdi messi a disposizione dal gestore dei circuiti telematici – in genere riportati sul retro della carta smarrita o rubata, ma facilmente reperibili su internet o contattando il proprio istituto di credito – al fine di procedere al blocco della carta ed evitare così prelievi da parte di terzi estranei. Se si chiama dall’estero i numeri telefonici cambiano di talché, prima di partire, non sembra inutile acquisire le necessarie informazioni in proposito. Generalmente, si tratta di servizi attivi sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. Nel corso della telefonata, un suggerimento può essere quello di prendere nota, al fine della prova nonché nel caso insorgano contestazioni, della data e dell’ora della conversazione, del nome della persona che ci ha assistito al servizio clienti e del codice di blocco.

In alternativa, ci si può recare personalmente in filiale, sempre che la carta non sia stata smarrita o rubata in giorni festivi o comunque di chiusura degli sportelli; in questi casi, evidentemente, al fine di procedere al blocco il più celermente possibile, occorrerà chiamare subito il numero verde.

Dal momento della segnalazione dello smarrimento o del furto della carta di credito, il titolare è sollevato da ogni responsabilità per eventuali utilizzi illeciti della carta stessa da parte di terzi.

Una volta effettuato il blocco, occorre recarsi presso le autorità competenti (polizia o carabinieri) per sporgere denuncia; copia della denuncia dovrà quindi essere inoltrata, entro i due giorni lavorativi successivi, tramite posta raccomandata a/r ovvero consegnata a mani all’ente emittente e/o alla banca, al fine di ottenere una nuova carta di credito e, in caso di utilizzo fraudolento, il rimborso, disconoscendo le eventuali operazioni nel frattempo impropriamente effettuate.

A questo punto sarà cura dell’ente emittente e/o della banca provvedere alla emissione di una nuova carta di credito, con le stesse caratteristiche della precedente ma con un diverso numero ed una diversa data di scadenza. La carta sostitutiva generalmente arriva in un paio di giorni dalla richiesta ed il costo della sostituzione, indicato peraltro nel contratto della carta di credito, può ammontare fino ad un massimo di trenta euro.

Se la carta di credito svolge anche la funzione di bancomat, è necessario procedere al blocco di entrambi, con due procedure analoghe ma distinte. Le banche generalmente hanno un numero verde per il blocco dell’una ed un altro numero verde per il blocco dell’altro. Occorrerà immediatamente contattare entrambi per effettuare due blocchi differenti.

In caso di utilizzo fraudolento della carta prima del blocco della stessa da parte del titolare, quest’ultimo, ai fini di ottenere il rimborso da parte della Banca, deve contestare l’estratto conto da cui risulta l’addebito con raccomandata con ricevuta di ritorno entro 60 giorni dalla ricezione (e comunque entro 13 mesi dalla data di accredito, giusta la disposizione contenuta nella direttiva europea sui servizi di pagamento, recepita in Italia con il richiamato d.lgs. n. 11/2010). Se invece il furto o l’utilizzo da parte di terzi della card si è verificato dopo il blocco da parte del titolare, quest’ultimo dovrà portare in Banca l’estratto conto che certifica l’avvenuto addebito sempre entro 60 giorni dalla ricezione.

Tutto il denaro eventualmente sottratto dalla carta ad opera di terzi, dopo la richiesta di blocco, sarà integralmente rimborsato al titolare dalla banca. I prelievi ed i pagamenti effettuati con la carta di credito da terzi prima della richiesta di blocco, saranno soggetti a rimborso solo se superano complessivamente la somma di 150 euro, e solo per la parte eccedente tale cifra.

Per ogni eventuale controversia, competente è l’Arbitro Bancario Finanziario.

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In aggiunta ed in disparte a quanto sopra esposto, di seguito un elenco di comportamenti da tenere, e delle precauzioni da adottare, per evitare, quanto più possibile, di trovarsi impreparati di fronte ad una tale eventualità:

  • custodire sempre separatamente carta di credito e relativo numero;
  • evitare di appuntarsi il PIN, soprattutto non farlo sulla stessa carta;
  • non inserire il PIN nei dispositivi apriporta delle banche;
  • annotare i numeri della carta e quelli per il blocco della stessa;
  • nel digitare il PIN, coprire la tastiera numerica, ad es. con una mano o con un oggetto;
  • prestare particolare attenzione agli estratti conto, in modo da scoprire con immediatezza eventuali operazioni non autorizzate o fraudolente;
  • evitare sempre di perdere di vista la carta quando pagate in negozi o ristoranti e di digitare il PIN di fronte a terzi;

all’estero

  • eseguire i prelievi presso sportelli bancomat all’interno degli istituti bancari durante gli orari di apertura degli stessi, conservando copia delle ricevute;

su internet

Le transazioni più pericolose sono quelle effettuate via Internet o per telefono quando non è necessario esibire fisicamente la carta.

Pertanto:

  • effettuare acquisti on line solo sui siti ad alto standard di sicurezza, protetti dai sistemi di sicurezza internazionali: SSL (Secure Socket Layer) e SET (Secure Electronic Transaction) riconoscibili dalla certificazione e dal lucchetto che appaiono sulla schermata. Questi siti garantiscono la trasmissione sicura dei dati, che vengono “crittografati” e non possono essere decifrati dagli “hackers”;
  • verificare che il venditore, i cui dati è buona norma prendere nota (nome dell’azienda ed indirizzo geografico della sede sociale, modalità per esercitare il diritto di recesso e descrizione dei singoli beni o servizi venduti), sia un esercizio reale e non solo virtuale e che siano indicati tutti i dati significativi dello stesso, ivi compreso l’indirizzo;
  • in caso di dubbio, inviare un messaggio e-mail all’azienda intestataria del sito per ottenere maggiori garanzie circa l’affidabilità della stessa;
  • prendere sempre nota dell’indirizzo del sito presso il quale si è effettuato l’acquisto di servizi;
  • porre particolare attenzione alle condizioni di pagamento del servizio per non cadere in una sottoscrizione inconsapevole di un abbonamento con ripetuti addebiti mensili;
  • non rispondere mai alle e-mail che richiedono dati personali o credenziali di accesso (si tratta di phishing).
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