Canone RAI: esenzione

In questo periodo si parla molto del Canone RAI, ed in particolare dei casi di esenzione. Anche Emerlaws intende farlo, nel modo che segue.

Anzitutto, giova considerare che i commi, nella Legge di Stabilità 2016, che trattano l’argomento relativo al Canone Rai, sono quelli che vanno dal 152 al 160, dell’art. 1.

Vediamo, nel dettaglio, quelli che interessano (152, 153 e 156), per verificare poi in quali casi si possa opportunamente ed utilmente fruire della esenzione.

  1. Per l’anno 2016, la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, è pari, nel suo complesso, all’importo di euro 100.
  2. Al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, sono apportate le seguenti modificazioni:
  3. a) all’articolo 1, secondo comma, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «La detenzione di un apparecchio si presume altresì nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. Allo scopo di superare le presunzioni di cui ai precedenti periodi, a decorrere dall’anno 2016 è ammessa esclusivamente una dichiarazione rilasciata ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, la cui mendacia comporta gli effetti, anche penali, di cui all’articolo 76 del medesimo testo unico. Tale dichiarazione è presentata all’Agenzia delle entrate – Direzione provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T., con le modalità definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, e ha validità per l’anno in cui è stata presentata»;
  4. b) all’articolo 1, dopo il secondo comma è aggiunto il seguente: «Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi di cui al primo comma detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica, come individuata dall’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223»;
  5. c) all’articolo 3 è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cui all’articolo 1, secondo comma, secondo periodo, il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate. Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre. L’importo delle rate è oggetto di distinta indicazione nel contesto della fattura emessa dall’impresa elettrica e non è imponibile ai fini fiscali. Le somme riscosse sono riversate direttamente all’Erario mediante versamento unitario di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. Le imprese elettriche devono effettuare il predetto riversamento entro il giorno 20 del mese successivo a quello di riversamento entro il giorno 20 del mese successivo a quello di incasso e, comunque, l’intero canone deve essere riscosso e riversato entro il 20 dicembre. Sono in ogni caso esclusi obblighi di anticipazione da parte delle imprese elettriche».

[…].

  1. Per l’attuazione di quanto previsto dai commi 153, 154 e 155 e limitatamente alle finalità di cui ai commi da 152 a 160, l’Anagrafe tributaria, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, l’Acquirente Unico Spa, il Ministero dell’interno, i comuni, nonché gli altri soggetti pubblici o privati che ne hanno la disponibilità sono autorizzati allo scambio e all’utilizzo di tutte le informazioni utili, e in particolare dei dati relativi alle famiglie anagrafiche, alle utenze per la fornitura di energia elettrica, ai soggetti tenuti al pagamento del canone di abbonamento alla televisione, ai soggetti beneficiari delle agevolazioni di cui all’articolo 38, comma 8, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché ai soggetti esenti dal pagamento del canone.

Ciò posto, la presunzione di possesso, come indicato al punto a) dell’art. 153, vale soltanto per l’abitazione di residenza; per gli altri immobili resta la regola precedente (art. 1, comma 2, del decreto legge n. 246/1938) per cui la presunzione scatta in presenza di un: «impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l’impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radioelettrici».

Chi è esente dal pagamento del canone RAI ?

Ai sensi dell’art. 1, comma 132, legge 24.12.2007, n.244 (legge finanziaria 2008), il canone RAI è stato abolito per soggetti di età pari o superiore a 75 anni, «A decorrere dall’anno 2008, per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone RAI esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza. Per l’abuso è comminata una sanzione amministrativa, in aggiunta al canone RAI dovuto ed agli interessi di mora, d’importo compreso tra euro 500 ed euro 2.000 per ciascuna annualità evasa. (comma così modificato dall’art. 42, comma 2-bis, legge n. 31 del 2008)». Con riferimento a detta fattispecie, la Legge di Stabilità prevede che le maggiori risorse che entreranno nelle casse dello Stato, a mezzo dell’inserimento del canone in bolletta, dovranno essere utilizzate per finanziare l’aumento della soglia di esenzione, passando dagli attuali € 6.713,98 ad 8.000.

Ulteriori esenzioni riguardano: immobile concesso in locazione; seconda casa (il canone si versa infatti soltanto per l’abitazione principale adibita a residenza del nucleo familiare); chi fa uso del computer o del tablet per guardare i contenuti audiovisivi disponibili on-line o in streaming, e non possiede un apparecchio televisivo, non dovrà pagare il canone sempre che il computer sia privo del sintonizzatore TV; chi è residente all’estero ma ha un’abitazione in Italia deve pagare il canone, sempre che sia titolare dell’utenza elettrica su quell’abitazione e sempre che nell’abitazione sia presente un apparecchio televisivo ovvero un dispositivo equivalente; esenti anche gli invalidi degenti in case di riposo; i militari delle Forze Armate Italiane, ma soltanto per ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate, mentre la detenzione del televisore all’interno di un alloggio privato, anche se situato dentro le strutture militari, non esonera dal relativo pagamento; sono esenti i militari di Forze Armate straniere appartenenti alle Forze NATO (art. 10, paragrafo 1, Convenzione di Londra 19.06.1951), gli agenti diplomatici e consolari, rivenditori e riparatori TV (questi ultimi a seguito della risoluzione della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate n. 2003/79447 del 29.07.2003).

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Qualora si voglia dichiarare di rientrare in uno dei casi di esenzione dal canone RAI, è necessario presentare, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino (Ufficio Territoriale di Torino 1, Sportello S.A.T., Casella Postale 22 – 10121 – Torino) ovvero, in alternativa, consegnare a mano la dichiarazione presso l’Ufficio delle Entrate più vicino al luogo della propria residenza (gli indirizzi degli uffici sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.it.). Per presentare detta dichiarazione è necessario utilizzare il modello predisposto dalla stessa Agenzia delle Entrate, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate al seguente indirizzo:

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/CanoneRai/Modello+Canone+rai/

Ai sensi e per gli effetti dell’art.38, terzo comma, del D.P.R. n. 445 del 2000, si ricorda che alla dichiarazione sostitutiva deve essere sempre allegata la copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore.

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2 thoughts on “Canone RAI: esenzione

  1. alessandro Gaetini Reply

    pongo un nuovo quesito-
    ciitadino italiano residente in francia iscritto al AIRE che possiede in proprietà una casa in piemonte e paga regolarmente le bollette Enel a lui intestate frequentando la casa un solo mese all’ anno può chiedere l’ esenzione rai se porta dalla francia per il mese di ferie un televisore in regola con l’ ente freancese ?
    grazie per rispondere al quesito al mio e-mail
    alessandro.gaetinialice.it

    • Cristiana Centanni Reply

      La residenza in un paese estero non esonera dal pagamento del canone tv se, all’interno dell’abitazione sita in Italia, vi siano apparecchi televisivi. Se, come Ella dice, l’apparecchio esiste, portandolo con sé dalla Francia nel mese in cui viene in Italia, dovrà comunque versare il tributo. Il problema che La riguarda è comune ad altri soggetti residenti all’estero, che sono costretti a pagare il canone perché nella casa in Patria hanno un televisore, ed anche se soggiornano per brevi periodi. Di recente, un parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero, proprio al fine di considerare la situazione degli italiani che risiedono all’estero e che hanno una casa di proprietà in Italia in cui soggiornano per brevissimi periodi, ha inoltrato una missiva ai vertici dei dicasteri preposti, con la quale, ritenendo ingiusto il pagamento del tributo, ha avanzato una richiesta almeno di riduzione dello stesso tributo, anche perché parlare di ‘prima casa’ per coloro che sono residenti all’estero, appare circostanza certamente paradossale.

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