Bye bye Equitalia

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Un annuncio – quello del Presidente del Consiglio comunicato ai microfoni di Rtl 102.5 il 12 luglio 2016 – che ha fatto contenti molti, ovverosia la chiusura di Equitalia entro la fine del 2016 «Entro l’anno arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini. Equitalia non ci sarà più, che non vuol dire che le multe non si pagano più ma cambierà come. Confermo: entro l’anno bye bye Equitalia».

In realtà, come si vedrà, c’è poco da essere contenti.

Il provvedimento, teso alla scioglimento dell’agenzia della riscossione, dovrebbe arrivare con la legge di Stabilità, ma il condizionale è d’obbligo tenuto conto che l’intenzione del premier era già stata espressa nel maggio scorso via Twitter, e nonostante ciò alle parole non sembrano siano seguiti i fatti né, a maggior ragione, certezze, anche perché non è problema di poco momento l’inquadramento del personale di Equitalia, che attualmente consta di circa 8 mila dipendenti, gestendo rate dilazionate per più di 25 miliardi di euro.

Per ora di concreto vi è la proposta di legge, che consta di n.14 articoli, d’iniziativa del deputato Boccia, n. 2480, in commissione Finanze alla Camera, contenente ‘Disposizioni per la liquidazione della società Equitalia Spa e il trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all’Agenzia delle entrate’, Agenzia delle Entrate che al momento si occupa solo di effettuare controlli e accertamenti, con il dichiarato intento di ristabilire «quella situazione di par condicio tra operatori della riscossione che, sebbene più volte annunciata, è rimasta, nei fatti, lettera morta».

La proposta prevede che alla Direzione centrale riscossione della Agenzia delle Entrate, istituita a decorrere dal 01.1.2014, «confluiranno le attività, le competenze, le attribuzioni e le responsabilità della società Equitalia Spa e delle società partecipate. Gli enti territoriali potranno affidare direttamente alla Direzione centrale riscossione i carichi iscritti a ruolo. Il personale del gruppo Equitalia sarà trasferito ex lege e senza soluzione di continuità, alla Direzione centrale riscossione e potrà essere distaccato, presso gli enti territoriali che ne facciano richiesta, con l’effetto di: 1) evitare che il nuovo soggetto giuridico abbia ruoli in esubero; 2) consentire ai comuni di gestire, in modo professionale, la riscossione delle entrate locali senza per questo doversi sobbarcare gli onerosi costi di un concorso ad hoc; 3) utilizzare i lavoratori distaccati esclusivamente per lo svolgimento delle mansioni che sono loro proprie».

Tenuto conto che, prima della riforma, la riscossione veniva svolta dalle banche e che i dipendenti di Equitalia hanno un contratto [privato] con condizioni migliori di quello dell’Agenzia delle Entrate, e se anche nel disegno di legge è previsto che con decreti interministeriali (Finanze ed Economia) successivi si provvederà a spostare i lavoratori all’interno della Pubblica Amministrazione, quindi anche all’Agenzia delle Entrate stessa o presso gli enti territoriali che sceglieranno la riscossione autonoma dei loro tributi, con le stesse retribuzioni, lo stesso trattamento ai fini pensionistici e la stessa posizione giuridica, «a seguito delle preoccupanti dichiarazioni politiche che preannunciano a breve la fine di Equitalia», i dipendenti di Equitalia, preoccupati per l’imminente ‘fine’ di Equitalia, questa mattina hanno fermato gli sportelli e fatto partire l’ennesima agitazione sindacale, preannunciando il replicarsi degli scioperi per le prossime settimane, anche per protesta per il ‘no’ opposto dall’azienda alla riapertura della negoziazione per il rinnovo del contratto.

Ma, in disparte ciò, tornando al motivo iniziale, secondo cui non vi è alcuna ragione per essere esultare, vediamo quali cambiamenti per i contribuenti.

Si erano palesati possibili sanatorie o condoni per i vecchi debiti, ma il premier ha sottolineato, invece, che la caccia agli evasori si intensificherà.

L’unica cosa positiva sembra riguardare gli aggi della riscossione, che dovrebbero scendere ulteriormente. Il guadagno che il concessionario si caricava in cartella, come compenso al proprio lavoro da Agente esterno, sarà abolito. Il 4% che di norma era caricato sui contribuenti, adesso sarà a carico dell’Ente che vanta il credito.

Per il resto, non trattandosi di un abolizione ma di un accorpamento tra accertamento e controlli (Entrate) e riscossione (Equitalia), ciò non può che voler dire accelerare ulteriormente il processo di recupero della [presunta] evasione.

Così come accade negli altri Paesi europei, il Fisco, inglobando Equitalia, si vedrebbe attribuito anche il compito di andare a recuperare le cifre evase, nel segno di una maggiore efficienza.

L’unica speranza rimane quella, non v’è chi non veda piuttosto aleatoria, che, nella fase transitoria tra Equitalia e l’Agenzia delle Entrate, si verifichino errori nell’inoltro di atti e notifiche, di guisa da rendere prescrivibili i debiti.

In ogni caso, nonostante Renzi abbia licenziato con un ‘bye-bye’ Equitalia, per ora c’è poco altro che uno slogan. Stiamo a vedere.

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