Criteri per la prescrizione del bollo auto

È di questi giorni la notizia della notifica di numerose cartelle di pagamento da parte di Equitalia, con particolare riferimento all’omesso versamento del bollo auto.

Ed allora, di particolare utilità sarà capire quando si prescrive il diritto al pagamento del tributo.

In tema di tasse automobilistiche, il procedimento di riscossione (formazione e notificazione della cartella di pagamento) è regolato dall’articolo 163, primo comma, della legge 27.12.2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), secondo cui il titolo esecutivo, ossia la cartella di pagamento o l’ingiunzione fiscale, deve essere notificata a pena di decadenza entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, trattandosi di un tributo locale (Legge finanziaria per il 2007).

In tal senso dispone pure, con specifico riferimento alle tasse automobilistiche, l’articolo 5 del D.L. n.953/1982 (così come modificato dall’articolo 3 del D.L. n.2/1986, convertito nella legge 60/1986 con cui si è operata la trasformazione della tassa di circolazione dei veicoli in tassa di possesso), secondo cui “l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento” Successivamente lo stesso articolo recita: “Nello stesso termine si prescrive il diritto del contribuente al rimborso delle tasse indebitamente corrisposte”.

In estrema sintesi, il diritto di recupero della tassa di possesso è di tre anni, sia per l’attività di accertamento sia per quella di riscossione.

A titolo esemplificativo, se il bollo auto è dovuto per l’anno 2015, il termine di prescrizione inizia a decorrere a partire dall’1 gennaio 2016; e dunque i tre anni si compiono con il 31 dicembre 2018 ed il bollo si prescrive in data 1 gennaio 2019 (il riferimento non è mai al mese ma all’anno solare).

È evidente che nel detto triennio, dal 2015 al 2018, perché si abbia prescrizione, non devono intervenire atti interruttivi della stessa, ovverosia solleciti di pagamento, cartella esattoriale o il riconoscimento del debito da parte del debitore. Dal giorno dell’interruzione, infatti, il termine di prescrizione inizia a decorrere da capo. Giova rilevare che il sollecito di pagamento deve essere recapitato con raccomandata a.r. e non già con posta semplice, stante l’impossibilità, in quest’ultimo caso, da parte del fisco, di dimostrare l’avvenuto ricevimento del sollecito di pagamento da parte del contribuente.

Il preavviso di fermo auto può considerarsi atto interruttivo soltanto se contiene tutti gli elementi da cui si evince che è riferito al bollo auto.

A conferma di tale previsione triennale di prescrizione la decisione recente della CTR di Catanzaro che, con sentenza in data 03.02.2016, ha confermato la decisione della Commissione Tributaria provinciale di Cosenza che aveva rigettato il ricorso di un contribuente, confermando la legittimità della cartella di pagamento, impugnata, relativa al mancato versamento della tassa di possesso regionale di autoveicolo. Il contribuente, con assunto che tuttavia non ha convinto i giudicanti, aveva eccepito la decadenza nella formazione della cartella avvenuta oltre due anni dopo la definitività dell’avviso di accertamento. I giudici di appello, confermando la decisione di primo grado, hanno stabilito che, in materia di bollo, la cartella esattoriale deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. Il relativo procedimento di riscossione, osservano i giudici, è regolato dall’art. 1, comma 163, della legge 27.12.2006, n. 296, secondo cui [come sopra dedotto] il titolo esecutivo, ossia la cartella di pagamento, deve essere notificata a pena di decadenza entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, trattandosi di un tributo locale.

Altra cosa è invece la decadenza. Infatti, anche qualora non si sia prescritta l’azione di recupero del bollo auto, potrebbe essere intervenuta nel frattempo la decadenza, da parte di Equitalia, del diritto alla riscossione, circostanza che si verifica quando la notifica da parte di Equitalia della cartella esattoriale al contribuente non avviene nel termine di due anni da quando le è stato consegnato il ruolo da parte dell’ente titolare del tributo (data che si rinviene nel dettaglio della cartella esattoriale stessa). A titolo esemplificativo: il pagamento del bollo scade a gennaio 2016 e, nello stesso anno, il Comune invia il ruolo ad Equitalia (ovverosia nell’anno solare 2016); se la cartella viene notificata al contribuente nel 2019, il pagamento non si è ancora prescritto (si prescrive solo in data 01.01.2020), ma è intervenuta la decadenza (appunto due anni dopo il 2016, ossia nel 2018) e pertanto, anche in questo caso, il pagamento del bollo non è dovuto.

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