Autovelox: mancata segnalazione dell’autovelox

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Autovelox: mancata segnalazione dell’autovelox effettuata solo all’ingresso del paese

cass. civ., sez. ii, 29.07.2016, n. 15899

La giurisprudenza, sempre più copiosa, con riferimento al diritto stradale è data dalle numerose sentenze in ordine alla segnalazione del controllo elettronico della velocità. In commento la sentenza di qualche giorno fa, appunto sull’autovelox e sulla modalità di segnalazione.

In fatto. Proposta opposizione, ex art. 22 legge n. 689/1981, da [X] contro un verbale di accertamento della locale Polizia municipale, per la violazione dell’art. 142, comma 8, del codice della strada, «avendo circolato alla guida di un’autovettura lungo la strada statale 195 alla velocità di 72 kmh invece che a quella massima consentita di 50 kmh», ivi deducendo, l’attore, la mancata segnalazione del controllo elettronico della velocità, effettuata soltanto all’ingresso del paese, il giudice di pace respingeva l’opposizione con sentenza poi confermata dal Tribunale quale giudice di appello. Quest’ultimo, in particolare, contrariamente a quanto sostenuto da [X] secondo cui gli artt. 77 e 78 del regolamento CdS imponevano l’allocazione del cartello informativo ad ogni intersezione stradale, rilevava che il secondo comma del richiamato art. 77 si riferiva ai soli cartelli stradali prescrittivi, aventi la funzione di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, e non anche a quelli meramente informativi, come i cartelli sul rilevamento elettronico della velocità.

Non restava ad [X] che impugnare la sentenza del giudice d’appello dinanzi alla Suprema Corte, affidando il proprio ricorso a due motivi di impugnazione. Con il primo motivo [X] denunciava la violazione dell’art. 4 del D.L. n. 121/2002, convertito in legge n. 168/2002, deducendo la irregolare collocazione del cartello di preavviso di controllo elettronico della velocità posto all’ingresso del Comune e non più ripetuto per i successivi 20 km della S.S. n. 195 di sua competenza di guisa che, chi si immetteva nella strada provenendo da un tratto successivo al punto di ingresso al paese, non incontrava alcuna segnalazione lungo il tragitto. Con il secondo motivo [X] altresì deduceva la violazione degli artt. 43, comma 6, CdS e 183 del Regolamento del cod. strada, per la mancata visibilità degli agenti accertatori al momento della contestata infrazione.

In motivazione. Gli Ermellini danno ragione al trasgressore ed accolgono il ricorso sulla base delle motivazioni di seguito indicate e che si inseriscono nel solco della giurisprudenza costante secondo cui la P.A., proprietaria della strada, è tenuta a dare idonea informazione, con l’apposizione ‘in loco’ di cartelli indicanti la presenza di autovelox, della installazione e della conseguente utilizzazione dei dispositivi di rilevamento della velocità, configurandosi, in difetto, l’illegittimità del relativo verbale di contestazione. E ciò perché tale disposizione normativa non può essere considerata una norma priva di precettività, tale da consentire all’interprete di disapplicarla in ragione di una asserita ma inespressa ratio, che ne limiterebbe l’efficacia nell’ambito solo dei rapporti organizzativi interni alla P.A..

Per gli Ermellini la sentenza del giudice d’appello contiene due errori: (i) ha contrapposto l’art. 4 del D.L. n.121/2002, convertito in legge n. 168 del 2002, recante disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale, agli artt. 77 e 78 del Regolamento CdS sull’erroneo presupposto che questi escludessero la cogenza di quello, la cui norma è sovraordinata e successiva; (ii) e poi anche lo stesso art. 77 non consente di escludere l’obbligo di ripetizione del segnale facendo infatti riferimento, oltre ai segnali di pericolo e di prescrizione, anche a quelli di ‘indicazione’, che hanno la funzione di fornire agli utenti della strada informazioni necessarie o utili per la guida e per la individuazione di località, itinerari, servizi ed impianti, ivi inclusi i segnali di preavviso e quelli chi indicano installazioni o servizi. Su tutto, il carattere preventivo-dissuasivo dell’art. 4 del D.L. n. 121/2002, che opera in senso opposto ad altra possibile scelta, di tipo repressivo-deterrente, attuabile con l’esclusione di ogni forma di segnalazione anticipata.

Spetterà dunque al giudice del rinvio accertare se, in rapporto alla fattispecie, il cartello informativo della rilevazione elettronica era stato collocato in maniera efficiente rispetto allo scopo perseguito dall’art. 4 D.L. n. 121/2002 sulla sicurezza stradale.

 

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