Ascensore “esclusiva”, la ripartizione delle spese

Ascensore di proprietà esclusiva di alcuni condomini. Ripartizione spese in base ai consumi e non a forfait

Tribunale di Roma, Sez. V Civ., 11.01.2016 n. 314

La massima: «Vanno ripartite sulla base dei consumi e non a forfait le spese dell’energia elettrica sostenute per il funzionamento di un ascensore di proprietà esclusiva di soli alcuni condomini. Trova applicazione la norma di cui all’art. 1123, comma 3 Cc: qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità».

Il Fatto. Il proprietario di un appartamento facente parte di un edificio condominiale, aveva adìto il Tribunale territorialmente competente per ottenere, tra l’altro, l’annullamento di una delibera condominiale a suo dire viziata perché «le spese dell’energia elettrica sostenute per il funzionamento di un ascensore di proprietà esclusiva di soli alcuni condomini non erano state ripartite in base ai consumi come risultanti da apposito contatore a defalco ma erano state poste illegittimamente a forfait a carico di tutti i condomini».

Il Tribunale ha giudicato fondato la detta [seconda] doglianza dell’attore sulla base delle seguenti considerazioni in diritto. Trattandosi di un ascensore che pacificamente costituisce bene in uso soltanto ad alcuni condomini, trova applicazione la norma di cui all’art. 1123, comma 3 c.c. – “Qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità” – con la conseguenza che le spese sostenute e da sostenere per l’esercizio e la manutenzione dell’ascensore, nel caso in esame, «devono essere ripartite fra i soli condomini che traggono esclusiva utilità dal suddetto impianto».

A nulla sono quindi valse le giustificazioni del condominio convenuto secondo cui la modestia del valore della somma complessiva da ripartire non avrebbe potuto ledere alcun diritto.

Secondo il giudice capitolino, infatti, la delibera impugnata è affetta da nullità «avendo illegittimamente inciso sui diritti dei partecipanti che non usufruiscono dell’ascensore ma che sono rimasti tenuti ugualmente alla contribuzione», e nonostante fosse stata in precedenza dall’assemblea deliberata l’installazione di un contatore «onde misurare detto consumo per addebitarlo ai soli destinatari che ne traggono utiliità».

Il Tribunale ha dunque dichiarato la nullità della delibera con la quale l’Assemblea del Condominio convenuto ha ripartito le spese per l’energia elettrica necessarie per il funzionamento dell’ascensore anche a carico dell’attore.

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