Abolizione bollo auto

Bollo auto. Il Governo Renzi promette di abolirlo

Cala la popolarità di Renzi nei sondaggi e così, pensando contestualmente ad una misura che possa diminuire le difficoltà in cui versano molti italiani nonché a guadagnare consensi alla vigilia delle elezioni amministrative nelle grandi città di Roma, Milano, Napoli ed in vista del referendum sulla riforma costituzionale previsto per il prossimo autunno, il premier promette di abolire il bollo auto, «forse già nella prossima legge di Stabilità e comunque entro la fine della legislatura [nella primavera del 2018]», una delle imposte mal sopportate da chi possiede un veicolo.

Premesso che in Italia vi è, circostanza peraltro non nuova, un elevato tasso di evasione, pari al 12%, da parte di chi preferisce attendere la prescrizione dei tre anni, vi è anche da dire che non mancano i casi di chi, non avendo pagato il bollo, ha subìto il fermo amministrativo di Equitalia. Ed è per questo che la notizia merita attenzione anche se, prima di arrivare alla abolizione totale, forse potrebbero essere approntati strumenti per pervenire ad una progressiva abolizione, magari partendo da determinate categorie.

Vi è da dire che il bollo auto, previsto da una legge statale, varia da Regione a Regione, finendo direttamente nelle loro casse, ed è, insieme all’addizionale Irpef, l’unica entrata di cui le Regioni dispongono per sostenere le spese del sociale, dei trasporti e delle infrastrutture, coprendo il 30% della parte del bilancio non sanitario della Regione; la sua ventilata abolizione costerebbe alle Regioni – interessando, come dicono gli uffici di palazzo Chigi, 50 milioni di veicoli – quasi 6 miliardi di euro di talché già si percepisce la loro rabbia, salvi annunci di rimborsi per il mancato gettito ovvero di misure compensative, da parte del Governo.

In ogni caso, trattandosi di ipotesi, attendiamo vengano confermate dal Governo quando verrà presenta, a riguardo, una bozza di legge.

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